Spunta un nuovo cartello al Niguarda dopo quello che avrebbe discriminato gli stranieri: “Cure garantite a tutti”

Negli ultimi giorni l'ospedale Niguarda di Milano è finito al centro di un polemica per un cartello esposto al pronto soccorso che, secondo alcuni esponenti del partito democratico, avrebbe discriminato gli stranieri nell'accesso alle cure. Il tema è finito anche al centro di un'interrogazione che il Pd in Regione ha rivolto all'assessore al Welfare Guido Bertolaso. L'ospedale, dal canto suo, aveva detto a Fanpage.it che non c'era nessuna discriminazione nel contenuto del cartello e che si sarebbe trattato solo di un fraintendimento. Nelle scorse ore, però, il messaggio vecchio è stato sostituito da uno nuovo con informazioni più complete.
Il messaggio: prima e dopo
In precedenza il cartello riportava: "Si comunica che ai fini della corretta identificazione della persona, i pazienti in fase d'accettazione amministrativa dovranno esibire un documento identificativo in corso di validità […] il rifiuto di esibire un documento di riconoscimento comporta l'intervento delle forze dell'ordine".
Ora al posto di questa comunicazione se ne legge un'altra: "Gli stranieri extra Ue non in possesso di una copertura sanitaria pubblica o privata e non in regola con le norme relative all'ingresso e al soggiorno, sono invitati a mostrare il codice STP. Nel caso in cui non fossero in possesso del codice, potrà essere richiesto a questo stesso sportello". E al messaggio è stato aggiunto in grassetto: "Le cure sono comunque garantite ad ogni utente che si rivolge al Pronto Soccorso".
L'interrogazione in Regione Lombardia
Così sono stati sostituiti quelli che secondo l'interrogazione del Pd, depositata dalla consigliera Paola Bocci e dal capogruppo Pierfrancesco Majorino, erano "cartelli contenenti avvisi illegittimi nei confronti di immigrati irregolari" con una "pesante discriminazione del tutto fuori dalla legge e dalla Costituzione".
La replica dell'ospedale Niguarda
L'ospedale Niguarda aveva spiegato la situazione a Fanpage.it dicendo che il cartello in questione era esposto da anni nel pronto soccorso, "Non nel luogo dove si rivolgono le urgenze, ma in uno sportello laterale che serve a registrare la propria presenza e l'eventuale pagamento del ticket. Dunque, chiunque arrivi in pronto soccorso viene curato, le cure sono garantite a tutti".
L'identificazione è necessaria, hanno spiegato dall'ospedale, "per essere certi di poter rilasciare i referti alla persone giusta e non ad altri, anche per ragioni di privacy, e così poter addebitare eventuali costi o esenzioni". Il codice STP citato nella nuova formulazione del cartello, invece, fa riferimento al percorso dello Straniero Temporaneamente Presente, "che è un codice temporaneo – dice il Niguarda – che viene rilasciato in sostituzione alla tessera sanitaria per permettere loro di avere un'anagrafica e di avere una gratuità delle prestazioni".