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Sfrattato Le Trottoir, il locale degli artisti: “Il Comune non rispetta la storia di Milano”

Se ne va lo storico locale a due passi dai Navigli: al suo posto una nuova sede dell’Osteria dei Binari, già presente in via Tortona, che ha offerto il doppio del canone d’affitto previsto. “Ma la storia di Milano siamo noi, non l’ennesimo ristorante”
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A cura di Francesca Del Boca
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Le Trottoir all'ex dazio in Darsena
Le Trottoir all'ex dazio in Darsena

Dall'Ambrogino d'Oro nel 2021 alla richiesta di sgombero solo due anni dopo. "Questa città non ha più rispetto per la sua storia. Noi siamo il cuore di Milano, non può finire tutto così". Ovvero con uno sfratto da parte del Comune di Milano per Le Trottoir, locale in Darsena che per decenni è stato ritrovo di creativi, intellettuali, artisti e musicisti.

Messa a bando lo scorso agosto insieme ad altri due ex caselli in piazza Cinque Giornate, la celebre struttura comunale che dal 2003 ospita Le Trottoir farà infatti presto spazio a una nuova sede dell'Osteria del Binari (rappresentata dalla società Taboga), già presente in via Tortona: si è aggiudicata la vittoria del bando comunale più che raddoppiando la base d'asta, 44.987 euro all'anno da versare nelle casse di Palazzo Marino, grazie a una sostanziosa offerta economica di ben 97mila euro.

"Ma non ci rassegniamo", sono le parole di Michelle Vasseur, che da vent'anni gestisce l'ex dazio in piazza XXIV maggio, a due passi dai Navigli. "Faremo ricorso al Tar, e una causa per danni. Qui abbiamo otto dipendenti, come facciamo?".

Michelle Vasseur
Michelle Vasseur

"Con tutti gli investimenti enormi che abbiamo fatto dentro il Trottoir, un locale che rappresenta la città… che fine farà l'affresco dedicato ad Andrea Pinketts? Che fine faranno vent'anni di storia?", si sfoga oggi la proprietaria, anima di Le Trottoir. "Nel 2003 non lo voleva nessuno, con noi è tornato a vivere. E adesso ci tolgono le chiavi".

Un posto mitologico che, oltre al re del noir milanese che tra le mura de Le Trottoir ha scritto tutti i suoi romanzi, ha visto esordire, tra gli altri, dei giovanissimi The Kolors. Ma non solo. Qui Malika Ayane faceva la cameriera, e grazie alle esibizioni del venerdì sera ha ottenuto il primo vero contratto con una major discografica. Qui Philippe Daverio teneva le sue lezioni d'arte gratuite, qui veniva Alda Merini. "Sono passati tutti a Le Trottoir, è un punto di riferimento per i creativi. È casa. Una sera i Gipsy Kings hanno improvvisato un concerto nel locale, suonando fino all'alba".

Tutto finito per sempre? "Ci avevano spiegato che, proprio per la nostra storia, avremmo avuto ottime possibilità di aggiudicarci la gara. Invece all'improvviso ci arriva una comunicazione di sfratto. Senza rispetto. Non so cosa succederà adesso", continua Michelle Vasseur. "Chiederemo alla comunità di mobilitarsi per noi, faremo sentire la nostra voce".

Intanto resta una grande amarezza."Poi gli amministratori dicono che vogliono rivalutare la cultura… la cultura siamo noi, non un ennesimo ristorante. Noi siamo arte, letteratura, musica e storia della città di Milano". Ma senza rimpianti. "Ci abbiamo messo il cuore. Forse dovevamo giocare di più, farci più furbi con la politica… ma noi siamo così. Gli ultimi romantici".

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