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Sequestrati a Brescia 1.500 chili di tonno proveniente dalla Sicilia: violate norme di igiene e tracciabilità

Sequestrati a Brescia 1.500 chili di tonno proveniente dalla Sicilia. Sono state violate norme di igiene, conservazione e tracciabilità: il pesce era adagiato sul pianale di un camion. Multato il trasportatore.
A cura di Enrico Spaccini
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(Immagine di repertorio)
(Immagine di repertorio)

Ammassato nel rimorchio di un autocarro e direttamente a contatto con il pianale. È in queste condizioni che la guardia di finanza di Brescia ha trovato 1.500 chili di tonno durante un controllo del trasporto di merci su strada. Un carico che viaggiava in condizioni pessime, senza alcun rispetto delle regole né di trasporto né di conservazione. Tutto pesce destinato alla vendita e al consumo alimentare.

Disposta la distruzione del carico

Un prodotto irregolare sotto tutti i punti di vista. Oltre al mancato rispetto delle norme igieniche, il tonno non aveva nemmeno l'etichettatura prevista per garantire la tracciabilità del prodotto. I finanzieri hanno prima accertato la provenienza del carico, cioè la Sicilia, per poi porre sotto sequestro la merce. Sul posto è arrivata poi anche l'Azienda di tutela della salute di Brescia e del Dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale. I sanitari hanno potuto constatare la violazione dei Regolamenti europei sulla sicurezza e sull'igiene, notando anche che per la conservazioni di quel pesce erano state utilizzate solo alcune scaglie di ghiaccio. L'Ats ha quindi disposto la distruzione dell'intero carico perché privo dei requisiti fondamentali per il consumo umano. Al trasportatore sono state contestate violazioni amministrative per circa 2.500 euro.

I 500 chili di carne a Milano

Pochi giorni fa, a Milano, la polizia locale aveva effettuato un'operazione simile. In questo caso, sono stati sequestrati 500 chili di carne avicola destinati a ristoranti e locali di via Paolo Sarpi e Chinatown. I proprietari del laboratorio dove è avvenuto il ritrovamento, in via Aleardi, sono stati multati per 6.500 euro perché il materiale era sprovvisto del documenti necessari per il tracciamento.

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