Senza casa da 4 anni: “Costretto a dormire in strada, anche se sono in lista per un alloggio popolare a Milano”
![[Repertorio]](https://staticfanpage.akamaized.net/wp-content/uploads/sites/29/2026/01/Senza-fissa-dimora-clochard-strada-1200x675.jpg)
La storia di Luciano, di cui non riveliamo il cognome per tutelarne la privacy, si snoda attorno alle vie e alle piazze della Barona, quartiere nella periferia sud di Milano. È lì che il 67enne ogni giorno, da quattro anni, cerca appigli per restare a galla in una città che sembra averlo dimenticato. "Quattro anni fa, quando ancora avevo una famiglia e un tetto sopra la testa, non avrei mai immaginato di dover sperare nel portone aperto di un palazzo, per trovare rifugio di notte sulle scale o nell'androne", dice Luciano a Fanpage.it.
La vita prima della strada
"Nella vita – racconta Luciano – mi sono sempre dato da fare, ho svolto diversi lavori, tra cui l'imbianchino e il tipografo. Un giorno però mi sono fatto male a una mano con la pressa e da allora non riesco più a usarla come prima, in più faccio fatica a camminare e ho problemi cardio-circolatori. Per questo sono diventato invalido civile".
Fino al 2022 Luciano viveva a Milano in un alloggio popolare insieme alla fidanzata, poi la relazione è finita: "Il contratto di locazione era intestato alla mia ex compagna, io pagavo regolarmente la mia parte di affitto e spese – ricorda Luciano -, ma quando abbiamo deciso di separarci, dopo 18 anni di convivenza, mi sono ritrovato per strada senza nulla, se non la mia pensione di invalidità".
"Vorrei solo una casa"
Da quattro anni Luciano gira in zona Barona, in attesa di poter avere ancora un tetto sopra la testa: "Durante il giorno sto all'aperto o entro in qualche bar – spiega -, la sera vado a dormire dove trovo rifugio: di solito nei box o negli androni dei palazzi rimasti aperti. Ma sono pulito – assicura -, cerco sempre di farmi almeno una doccia a settimana dove posso, non voglio perdere la mia dignità".
Da subito ha fatto domanda per un alloggio popolare: la prima candidatura risale a dicembre 2022, poi ancora a settembre e a novembre 2024, istanze a cui si aggiungono quelle di agosto e dicembre 2025. "Al Caf di zona mi aiutano a fare la domanda, sono entrato in graduatoria e anche con un punteggio alto, ma non sono mai stato chiamato per l'assegnazione dell'alloggio".
"La mia pensione di invalidità arriva tra tutto a circa 700 euro – spiega Luciano -, soldi con cui devo anche mangiare e quando servono comprarmi le medicine: ovviamente non posso permettermi un affitto sul mercato privato, nemmeno fuori Milano".
L'unica soluzione resta attendere una casa popolare in città. "Capisco che ci sono tante famiglie che aspettano come me da anni – conclude Luciano – e non voglio passare davanti a nessuno, ma sono stanco e vorrei solo un posto da poter chiamare casa".