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Scuola chiude per Pasqua e Ramadan: “43 per cento di studenti stranieri, garantiamo a tutti gli stessi diritti”

Un istituto comprensivo di Pioltello (Milano) ha deciso di chiudere anche per la festa di fine Ramadan: “Abbiamo anticipato di un giorno l’inizio delle lezioni per garantire a tutti gli stessi diritti”.
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Foto di repertorio
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Una scuola elementare e media di Pioltello quest'anno ha deciso di fare un giorno di chiusura anche per la festa della fine del digiuno del Ramadan, ovviamente oltre alla normale interruzione dell'attività didattica prevista per Pasqua. Il preside ha spiegato che il 43 per cento degli utenti sono di origine straniera e già negli anni scorsi in quell'occasione "venivano a scuola in tre o quattro".

"I bambini di fede islamica sono la maggioranza e nonostante le linee guida sull’inclusione consiglino di formare classi con non più del 30% di stranieri, noi arriviamo al 43% perché questa è la nostra utenza. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi numeri e alla realtà", ha raccontato Alessandro Fanfoni a Il Fatto Quotidiano.

Ma la decisione del preside e dal Consiglio d'istituto non è frutto soltanto di una necessità. Quella che arriva da Pioltello, in provincia di Milano, è infatti soprattutto una storia di integrazione e di diritti. "Spesso anche i compagni di classe italiani partecipano a questa festa per condividere", spiega Fanfoni.

Per poter fare questa interruzione dell'attività didattica, che si aggiunge (non sostituisce) quelle basate sulle festività cristiane, gli studenti non perderanno neanche un giorno di scuola: nell'anno scolastico 2023/24 infatti l'Istituto comprensivo Iqbal Masih ha anticipato "di un giorno l’inizio delle lezioni per garantire a tutti gli stessi diritti".

"Spero che a nessuno venga in mente di politicizzare questa decisione", ha concluso il preside. Nonostante questo appello qualche critica è arrivata dalla Lega. Ma non hanno avuto particolare seguito.

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