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Se ne sta parlando poco ma il Movimento 5 Stelle continua ad essere agitato dallo spettro delle espulsioni che sono state notificate a coloro che non hanno votato la fiducia al governo Draghi e che si sono ritrovati fuori senza nessun dibattito. Cristian Romaniello è deputato del M5S ma è anche una delle figure di spicco della Lombardia: nel M5S fin dal 2009 partendo dal suo comune, Voghera è arrivato ad essere il più votato alle parlamentarie nel 2018 dopo la capolista Iolanda Nanni. Durante la votazione della fiducia al governo Draghi Romaniello è uscito dall’aula e quindi formalmente dovrebbe essere espulso a breve.

Onorevole Romaniello, continuano a pendere le espulsioni su molti di voi del Movimento 5 Stelle ma sembra che non se ne parli più…

Sì, è vero, se ne parla troppo poco. Di fatto c’è una parte del gruppo parlamentare che è già stata espulsa, sia alla Camera che al Senato, quelli che hanno votato contro, gli astenuti e i non votanti, quelli che non hanno risposto alla chiama e hanno rilasciato dichiarazione in Aula. Gli altri, quelli come me che non hanno fatto dichiarazione in Aula ma non hanno votato, se non hanno una giustificazione teoricamente dovrebbero essere espulsi.

Ma lei cosa pensa di questa decisione così drastica e immediata? E poi presa da chi?

Sulla lettera di espulsione c’era scritto che il gruppo parlamentare prendeva atto della decisione di Vito Crimi, cioè di una persona che occupava in quel momento un ruolo peraltro abolito, che non c’era più, per cui di fatto siamo stati commissariati. Si può dire che abbiamo un curatore fallimentare che sta facendo le veci legali del Movimento. Crimi ha assunto questa decisione completamente sbagliata e i capigruppo hanno recepito e hanno dato atto a un’epurazione violenta.

Tutto questo avrà delle ripercussioni pesanti, anche in termini di elettori?

Certamente sì. È sufficiente andare a vedere i post del M5S, di Crimi, di tutte le persone un po’ più “in vista” e dei big del Movimento (che peraltro non si sono opposti a questa decisione): ci sono solo insulti, attivisti che chiedono di ripensarci. Ho letto le agenzie che dicono che stiano pensando di reintegrare le persone espulse se queste si scusano pubblicamente (che poi si scusano di cosa? Di essere parlamentari della Repubblica che hanno agito secondo coscienza come sancisce la Costituzione?) però il fatto che siano arrivati anche solo a pensare di fare rientrare i parlamentari è l’ammissione di uno sbaglio clamoroso. Ad ogni modo, è bene che non la mettano nei termini di un favore, non lo stanno facendo agli espulsi. Lo fanno a chi sta perdendo popolarità tra le persone, è sufficiente leggere i commenti sotto i post dei nostri big, oltre ai soldi che ogni parlamentare garantisce al gruppo.Chieda scusa chi ha assunto questa decisione assurda. Nelle altre forze politiche, per fallimenti e sbagli di portata minore di questo, coloro che guidano si fanno da parte. Sono le best practices quelle che dobbiamo assorbire

La sua sensazione nel ritrovarsi probabilmente fuori dal Movimento?

Non mi fascio la testa prima delle comunicazioni ufficiali ma è una grossa sofferenza. Sono nel M5S da tanti anni, la mia prima campagna elettorale è stata a Voghera nel 2009 con ragazzi che ancora oggi dopo 12 fanno parte del gruppo locale, sono cresciuto qui, guardando i problemi del comune, dopo tutti questi sforzi fatti come volontario prima e come parlamentare poi umanamente è discutibile quello che hanno fatto.

Però eravate voi del Movimento a insistere sul vincolo di mandato e sul ruolo del parlamentare come semplice portavoce…

Io non sono mai stato così radicale, anzi. Noi cambiamo posizionamento molto spesso: siamo passati da post-ideologici a progressisti ora ho appreso che siamo liberali e moderati. Cambiamo con frequenza e con modi discutibili. Per quanto riguarda il vincolo di mandato la parte più sensata è un vincolo sul programma con cui ci si presenta ai cittadini: ti presenti con dei valori, con dei principi e la gente ti vota per quello. Il problema è votare diversamente dal gruppo oppure non rappresentare quelle idee su cui hai preso i voti?

In cosa il governo Draghi contraddice l’anima del Movimento?

Il governo Draghi per il perimetro politico. Avevo chiesto di rappresentare agli iscritti il perimetro della maggioranza. Io credo che Draghi sia molto capace e molto competente e ci sta che sia presidente del Consiglio dopo una crisi. Quello che non mi sta bene è fare un governo ancora con la Lega, ancora con Renzi e addirittura con Berlusconi. Sono queste le cose che mi mettono in difficoltà.

Ora un circolo piuttosto ristretto sta scegliendo Conte come commissario straordinario per l’emergenza M5S. Come la vede?

Io ho sempre pensato che sarebbe bello se Conte avesse condiviso e guidato alò percorso con noi. Ne sono contento. È chiaro che sia un’ammissione di incapacità degli altri di guidare il Movimento: chi l’ha guidato non è stato evidentemente all’altezza se chiedi un aiuto esterno.

Di Battista farà un suo soggetto politico con i fuoriusciti?

Alessandro non ha mai creato un’alternativa, non ha fatto la guerra per questo. Ha un pensiero, lo esprime e a un certo punto si è trovato così tanto in dissenso che ha deciso di andare via. Ma non credo farà altro. Tutto si capirà nei pressi mesi.

Facciamo finta che domani mattina arrivi la nota ufficiale dell’espulsione: che fa?

Mi fascio la testa domani.