Richard, il poeta del “bosco della droga” e la lettera per Pasqua ai ragazzi di Rogoredo: “Si può risorgere”

"Ciao ragazzi, sono Richard e vi vorrei dedicare un pensiero per Pasqua". A scrivere la lettera, indirizzata ai ragazzi che vivono o frequentano il cosiddetto boschetto della droga di Rogoredo, è Richard, un ragazzo che abbiamo conosciuto mentre lavoravamo alla nostra inchiesta "Dove Milano muore".
La prima volta che lo abbiamo incontrato, i volontari che presidiano le porte del bosco per portare cibo, bevande calde e vestiti, lo hanno descritto come "il poeta del bosco" perché, quando esce da Rogoredo, girovaga per la città per dipingere quadri e scrivere poesie su pezzi di cartone. Oggi, qualche mese dopo il nostro incontro, Richard è entrato in comunità e, da lì, ha scritto una lettera a chi dal bosco non è ancora riuscito ad andarsene.

La lettera di Richard
"Portiamo tutti la nostra croce, più o meno pesante, ma sappiamo che al contrario di Gesù, noi non siamo innocenti, abbiamo peccato contro noi stessi e contro gli altri", ha scritto Richard. "Ma non per questo non possiamo trovare il nostro cireneo, che nel mio caso si chiama proprio Simone, oppure ha il volto sorridente di mia madre nel vedermi entrare in comunità".
Poi conclude con un messaggio di speranza: "C'è sempre speranza, anche nei momenti peggiori c'è sempre speranza. La speranza di una resurrezione dalla nostra morte vivente che è la tossicodipendenza. Si può sempre risorgere. Si può sempre risorgere. Buona Pasqua". Un messaggio che è anche uno spiraglio. Perché per chi vive nel bosco, tra dipendenza e invisibilità, sapere che qualcuno ce l'ha fatta può essere il primo passo per immaginare una via d'uscita.