Navigli verdi a Milano, cosa c’è dietro il cambiamento di colore dell’acqua: le foto e i video

I Navigli di Milano si sono tinti di verde. A provocare il cambiamento di colore dell’acqua è stato un blitz di Extinction Rebellion, organizzato per denunciare crisi climatica, inquinamento e “politiche ecocide”.
A cura di Giulia Ghirardi
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L’acqua dei Navigli di Milano tinta di verde. Fonte: Extinction Rebellion.
L’acqua dei Navigli di Milano tinta di verde. Fonte: Extinction Rebellion.

Ieri mattina, sabato 22 novembre, i Navigli di Milano si sono tinti di verde, catturando l’attenzione delle migliaia di persone che ogni giorno attraversano la zona della Darsena. Il cambiamento di colore non è stato casuale: a provocarlo è stato un blitz degli ambientalisti di Extinction Rebellion con l'obiettivo di "rendere visibili" alcuni luoghi colpiti dalla crisi climatica e dall'inquinamento con lo slogan: "Fermare l’ecocidio".

Le motivazioni del blitz

Secondo quanto riportato dal gruppo ambientalista, il blitz non avrebbe coinvolto solo Milano, ma anche Palermo, Venezia, Parma, Bologna, Taranto, Torino, Padova, Genova e Trieste, dove sono state tinte di verde le acque di fiumi, canali, fontane e porti.

L’acqua dei Navigli di Milano tinta di verde. Fonte: Extinction Rebellion.
L’acqua dei Navigli di Milano tinta di verde. Fonte: Extinction Rebellion.

L’obiettivo, hanno spiegato gli attivisti, è stato quello di rendere visibili i luoghi devastati dalla crisi climatica, dall’inquinamento e dallo sfruttamento ambientale, attraverso l’uso di fluoresceina, una sostanza innocua che colora l’acqua senza causare danni. "Lo slogan Fermare l’ecocidio denuncia le politiche ecocide del Governo Italiano e il disimpegno da qualunque azione concreta per fermare il collasso climatico", hanno dichiarato a riguardo da Extinction Rebellion.

L’acqua dei Navigli di Milano tinta di verde. Fonte: Facebook.
L’acqua dei Navigli di Milano tinta di verde. Fonte: Facebook.

Gli attivisti hanno anche ricordato che l’Italia, insieme alla Polonia, è stato l’unico paese europeo a opporsi all’inclusione dell’abbandono delle fonti fossili nella bozza di accordo presentata a Belém, in Amazzonia, alla COP30. "La conferenza si sta concludendo con un accordo tardivo e insufficiente per contenere il riscaldamento globale e i suoi effetti più gravi sulla popolazione", hanno concluso da Extinction Rebellion.

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