Matteo Bassetti derubato a Milano: “Città insicura, lì i ladri sanno di poter agire indisturbati”

“La sensazione a Milano è stata proprio quella di una grande insicurezza generale”, a dirlo a Fanpage.it è il professore Matteo Bassetti che, su alcune storie su Instagram, ha raccontato di essere stato derubato a Milano.
A cura di Ilaria Quattrone
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Il professore Matteo Bassetti è stato derubato a Milano. E lo ha raccontato lui stesso in alcune stories pubblicate sul suo profilo Instagram. Una volta salito sull'automobile, ha trovato il caos e soprattutto si è reso conto che gli erano state portate vie le valigie lasciate nel bagagliaio. Contattato da Fanpage.it, ha spiegato che ieri sera, attorno alle 20.30, si trovava a cena nel ristorante dello chef Andrea Aprea: "Siamo usciti dal ristorante alle 11. Avevo parcheggiato l'auto lungo viale Majno. Solitamente la lascio sempre nei garage. Però per una combinazione, ho trovato un parcheggio perfetto e ho deciso di lasciarla lì. La macchina era completamente chiusa. Non c'era nulla sui sedili. Avevo lasciato le valigie nel bagagliaio perché ormai sono abbastanza esperto. Nelle due borse, c'era solo qualche vestito".

"Una volta entrati in auto, abbiamo trovato tutto per aria. Hanno rubato le valigie e anche i miei occhiali da vista. Probabilmente, l'hanno aperta con un telecomando perché non c'era alcun segno di effrazione sulla portiera. L'abbiamo trovata chiusa e con i finestrini integri. Probabilmente sarà stato qualcuno appostato lì attorno", ha proseguito.

Sia sulle storie che a Fanpage.it, Bassetti ha dibattuto molto sul tema sicurezza: "Mi hanno detto che queste cose possono succedere dappertutto. A Genova non mi è mai successo. Sicuramente potrà succedere ovunque, però la sensazione a Milano è stata proprio quella di una grande insicurezza generale. Mi sono guardato intorno, eravamo in pieno centro, non c'era nemmeno una pattuglia. Mi sembra una città lasciata un po' a se stessa. Io giro spesso il mondo. A Parigi, Londra, Monaco di Baviera, il pieno centro è presidiato dalla polizia. Qui, non c'è. È evidente che è una situazione in cui probabilmente i ladri sanno di poter agire completamente indisturbati. Una persona che in centro a Milano, alle 22, apre l'auto, porta via i bagagli, vuol dire che sa bene che non c'è nessuno che lo può fermare".

Bassetti ha spiegato di aver pubblicato quelle storie per porre l'attenzione su un tema condiviso da molti cittadini: "Alla fine il danno economico sarà stato di 500 euro al massimo. Il mio è uno sfogo per la cittadinanza. Io parlo con i milanesi, sento cosa mi raccontano. I miei figli frequentano abitualmente Milano. È una città che è diventata problematica. Mi raccontano che non puoi più metterti un orologio, che sia di conto o meno, che non puoi uscire tranquillo alla sera, che Piazza Duomo, dopo le 20, è diventato un territorio in mano ai maranza. Milano ha un problema di sicurezza".

Per Bassetti non si tratta di percezione perché ha "sempre vissuto Milano da quando ero un bambino. Io così, non l'ho mai vista. Per noi è sempre stata la Milano da Bere, dell'economia, della moda. Oggi non è più così. Diventa anche meno ospitale per i turisti. Ed è un peccato perché Milano è una città bellissima, meravigliosa e che offre tanto. Però se uno va a cena o a fare un giro e viene derubato o aggredito con un colpo in testa per rubargli l'orologio o lo zainetto, uno non ci viene più". 

Il professore ha sottolineato di essere molto innamorato della città: "Meriterebbe un'attenzione diversa per quanto riguarda la sicurezza. Continuare a dire che il problema non esiste, che è solo una questione di percezione, è un errore, è una negazione di ciò che avviene nella realtà. Bisognerebbe fare di più. Il tema della sicurezza riguarda il nostro Paese. Storicamente, ricordo che 25 anni fa si parlava tanto di Napoli come città insicura. Se oggi andiamo a Napoli, troviamo una città meravigliosa e sicura. Probabilmente si è fatto uno sforzo, forse condiviso dall'amministrazione, dalle forze dell'ordine, dalla Prefettura".

"Non voglio ragionare per stereotipi, però oggi è più facile che a Milano ti diano una bastonata in testa e ti rubino il Rolex. Continuerò ad andare a Milano, però solo per lavoro. Per il divertimento, resterò a Genova. Non posso dire che Genova sia una città sicura, però non mi è mai capitato un episodio simile. Magari l'insicurezza è più concentrata nelle periferie, ma a Milano l'insicurezza c'è anche in una zona con un'altissima presenza di turisti, piena di alberghi e musei. Sono rimasto davvero molto colpito. Poi so bene, che le cose non si risolvono con uno schiocco di dita. Non mi interessa dire o sapere se è colpa del sindaco o meno. Al cittadino non interessa di chi sia la colpa, ma che i problemi vengano risolti. Con tutto quello che paghiamo di tasse, meritiamo uno sforzo maggiore sulla sicurezza. Da una parte ci vuole maggiore presenza della forza pubblica, ma anche pene certe. Io voglio vivere in uno Stato che ha diritti e doveri. Ogni cittadino ha diritti, ma anche doveri e se rubi, il dovere è che vai in carcere".

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