video suggerito
video suggerito
Opinioni

L’inchiesta sullo stadio San Siro avvantaggia Mario Calabresi per la corsa al candidato per le comunali 2027

L’inchiesta della Procura di Milano, che riguarda lo stadio San Siro, avrà un peso notevole anche nella scelta dei prossimi candidati sindaco. E, se il centrodestra potrebbe aspettare cosa deciderà il centrosinistra, quest’ultimo potrebbe alla fine optare per il civico Mario Calabresi.
A cura di Ilaria Quattrone
0 CONDIVISIONI
Immagine

Che le accuse di turbativa d'asta e violazione del segreto d'ufficio relative alla compravendita dello stadio San Siro e dell'area circostante siano un elefante enorme che Palazzo Marino non può ignorare, è assodato. Queste, infatti, sono una nuova matassa – l'ennesima – che la politica milanese tutta dovrà dipanare. Si tratta di una patata bollente che non tocca solo il centrosinistra, ma anche il centrodestra. Entrambe le linee che si sta provano a seguire sembrerebbero non essere d'aiuto per nessuno.

Da una parte c'è il sindaco Giuseppe Sala, che del Meazza né ha fatto una questione di vita e di morte politica, che continua a tenersi sulla difensiva sostenendo l'idea che non è stato fatto alcun errore, che il rischio era quello di portare i club a costruire gli stadi a San Donato Milanese e Rozzano, che al Comune sarebbe rimasto un impianto obsoleto "solo per qualche concerto in estate", con buona pace degli artisti internazionali e nazionali che hanno calcato il palco di San Siro e che tutto è stato svolto secondo regole.

Cita infatti la legge Stadi che autorizza "anzi spinge i Comuni a contrattare direttamente i club locali, senza bisogno di alcun avviso pubblico", che l'avviso pubblico è "stato fatto solo per verificare che non ci fossero soggetti interessati a proporre soluzioni alternative a quella di Milan e Inter", che "i 35 giorni erano previsti solo per una generica manifestazione di interesse all'acquisto o alla ristrutturazione" e che, sempre secondo la legge Stadi, Comuni e squadre "possono liberamente negoziare il prezzo e le condizioni contrattuali di vendita o di utilizzo di aree del patrimonio disponibile urbanisticamente destinate alla costruzione di impianti sportivi’".

Per gli inquirenti milanesi, però, le cose non stanno proprio così. In primis, l'iter più privatistico non prevede che la conclusione sia un avviso pubblico ma soprattutto deve limitarsi, come ha detto lo stesso Sala, all'area che servirà poi per la costruzione dell'impianto. Ma quella che è stata ceduta è un'area molto più grande (280mila metri quadrati) che prevede anche la realizzazione di un quartiere commerciale e ricettivo. In buona sostanza: sembrerebbe essere stato fatto un ottimo regalo ai due club.

E se questa nuova inchiesta sta generando imbarazzo tra le fila del centrosinistra, non va meglio nel centrodestra dove si sta adottando una gestione schizofrenica del tema. Sì, perché il centrodestra ha appoggiato la vendita di San Siro e, adesso, è difficile fare un passo indietro. Il rischio è scontentare il proprio elettorato. Un'eventualità troppo pericolosa in vista delle elezioni amministrative 2027.

E proprio il tema Stadio potrebbe avere un impatto notevole sulla scelta del candidato sia a sinistra che a destra. Nel primo caso, infatti, il Partito democratico sembra uscirne malissimo. Se il capogruppo in Regione Pier Francesco Majorino non può ignorare il tema, sicuramente non possono farlo chi è nel board di Palazzo Marino e, quindi, la vicesindaca Anna Scavuzzo e l'assessore al Bilancio Emmanuel Conte. Tutti e tre sono da mesi papabili al ruolo di candidato a sindaco. Chi ne esce, invece, avvantaggiato è il giornalista Mario Calabresi, che da civico non è in alcun modo toccato dalla vicenda. E, come dicevamo, non va meglio nemmeno a destra che, dopo la sconfitta al Referendum, che potrebbe aver incrinato i rapporti tra la famiglia Berlusconi e Giorgia Meloni anche nella scelta del candidato, deve fare i conti pure con il tema stadio.

E la sensazione di chi gravita a Palazzo Marino è che stiano aspettando cosa farà la controparte: se il centrosinistra dovesse appoggiare un civico, sceglieranno anche loro un civico. Che sia veramente Antonio Civita, Ceo di Panino Giusto? Beh, chi lo sa. A ogni modo, quel che è certo è che la speranza è che il prossimo sindaco ridia peso e ruolo all'assemblea. Perché, da tutta questa vicenda, sembrerebbe che i consiglieri comunali si siano trovati a discutere delibere, che sarebbero state decise a tavolino dalle squadre. Da qui, la richiesta di porre fine a un atteggiamento paternalistico, ma soprattutto personalistico di tutti i temi.

Perché, come Giorgia Meloni ci ha insegnato con la disfatta al Referendum, trasformare una questione in una scommessa personale rischia di compromettere il futuro politico di qualsiasi forza. E Sala, per questo, potrebbe essere costretto a fare mea culpa.

0 CONDIVISIONI
Immagine
Giornalista professionista da novembre 2021 e vice capo area della cronaca di Milano di Fanpage.it. Scrivo di cronaca nera e giudiziaria, ma prevalentemente di temi sociali, in particolare: condizioni carceri e Cpr, disagio minorile e tematiche legate al mondo del lavoro. Ho collaborato alla produzione dell'inchiesta Shalom. 
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views