Lavoratori in nero, zero forme di sicurezza e degrado assoluto: chiusa un’officina abusiva a Mantova

Un 29enne – di origini pakistane e residente a Porto Mantovano – titolare di un’azienda abusiva di rivendita auto di Mantova, è stato denunciato dai carabinieri del Nucleo Tutela del Lavoro e del Nucleo Forestali, con l'accusa di smaltimento illecito di rifiuti e violazioni delle norme di sicurezza.
Secondo quanto emerge in una nota diffusa dai militari che ieri, martedì 3 febbraio, hanno ispezionato l'azienda, all'interno sarebbero stati trovati due lavoratori in nero, impegnati in lavorazioni meccaniche su autovetture. Inoltre hanno accertato che l’azienda, da due anni, lavorava in totale assenza di misure di sicurezza e in condizioni di estremo degrado.
Stando a quanto si apprende, l’area di esposizione delle auto era allagata a causa di gravi infiltrazioni dal tetto ma soprattutto, in una zona dedicata ad officina, erano presenti cavi elettrici che attraversavano grosse pozze d’acqua, con un alto rischio per la salute dei lavoratori presenti che avevano acceso delle stufe per riscaldarsi dal freddo.
Inoltre in un'area dell'azienda è stato scoperto un dormitorio con otto posti letto e una cucina, in pessime condizioni igienico sanitarie, dove sono stati trovati alcuni cittadini non comunitari. Non era presente la caldaia, erano stati rimossi i radiatori e non c’era acqua calda. Alcuni materassi erano appoggiati per terra tra i cavi delle tante stufe che ognuno accendeva per trovare ristoro dal freddo.
I carabinieri hanno quindi sospeso l’attività imprenditoriale, sequestrato i rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi ritrovati, e avrebbero anche effettuato una multa di oltre 26mila euro.