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La strana raccolti fondi in favore del poliziotto Cinturrino: è intestata al sindacalista e non al sindacato Fsp

La raccolta fondi di Fsp Polizia chiedeva di fare un bonifico intestato al segretario provinciale di Milano e non al conto del sindacato. Nei primi 8 giorni aveva già raccolto 13mila euro.
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Dopo che il poliziotto Carmelo Cinturrino è stato indagato, prima ancora di essere fermato, con l'accusa di omicidio volontario per aver ucciso Abderrahim Mansouri a Rogoredo, l’opinione pubblica si è spaccata. Per alcuni, compresi molti politici di destra, quell’indagine era una inopportuna e addirittura “vergognosa”. Fra questi anche alcuni sindacati di Polizia, compreso l’FSP e il SAP, che hanno anche deciso di avviare raccolte fondi in sostegno dell’agente. Su una di queste, però, la destinazione dei fondi non sembra del tutto trasparente.

In particolare la raccolta fondi avviata dal sindaco di Polizia FSP a favore dell'assistente capo Cinturrino in soli otto giorni aveva raccolto ben 13mila euro. Poi, il 3 febbraio, è stata bloccata dalla piattaforma GoFoudMe perché, stando a quanto lo stesso sindacato ha scritto sui propri social, "c'è stata una segnalazione" perché "viola i termini di servizio; nel dettaglio il punto 8.10 che vieta ‘la difesa di reati finanziari e violenti". Compreso, ovviamente, l'omicidio. E già in quell'occasione l'FSP aveva dovuto provvedere al rimborso.

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Ma il sindacato non si è arreso e appena due giorni dopo, il 5 febbraio, comunicava – sempre sui propri profili social – l'apertura di una nuova raccolta fondi tramite bonifico bancario, "per aiutare Carmelo" (Cinturrino, ovviamente). "I soldi – spiegavano – serviranno a coprire parte delle spese legali che Carmelo dovrà sostenere poiché chiamato a rispondere di un'accusa assurda per l'evento di Milano Rogoredo". Poi le indagini hanno dimostrato come quell'accusa non è per nulla così assurda.

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Ma è qui che questa raccolta fondi dell'FSP Polizia Milano presenta qualcosa di quantomeno singolare: il beneficiario non è il sindacato ma il suo Segretario Generale Provinciale per Milano e Vice Segretario Nazionale, Giuseppe Camardi. Come loro stessi comunicano nel post infatti è lui il beneficiario dei bonifici e non il sindacato in quanto entità giuridica. Eppure la normativa non solo consente ma addirittura indica che per le associazioni, come i sindacati, di intestare i conti correnti alle associazioni e non ai presidenti, soprattutto per una questione di trasparenza.

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Chi voleva quindi sostenere Cinturrino doveva fare il bonifico a un conto bancario di un'altra persona presso Banca Revolut. E chi ha provato a farlo, come dimostra lo screenshot sopra riportato, si è trovato a destinare i suoi soldi proprio a Camardi. L'iniziativa era stata infatti promossa dal sindacato in diverse occasioni anche tramite la stampa: in particolare ne aveva scritto Il Giornale in data 5 febbraio, ma il segretario nazionale dell'FSP è spesso ospite anche in trasmissioni televisive, in particolare delle reti Mediaset.

Perché allora intestare una raccolta fondi così pubblicizzata e con così tanti fondi (ricordiamo che già in una prima fase avevano raccolto 13mila euro) a una singola persona? E che ne sarà ora di quei soldi? Il Sap, l'altro sindacato che aveva avviato una raccolta, ha deciso di restituire i soldi alla luce dei nuovi sviluppi dell'indagine. Per ora, invece, FSP non ha ancora fatto sapere nulla e l'ultimo post su  Facebook è ancora inerente al blocco imposto da GoFoundMe.

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