Inquinamento in Lombardia, Pm10 sopra i limiti: dal 14 ottobre prime misure antismog a Milano e altre 5 province

Entrano in vigore da domani, martedì 14 ottobre, le misure antismog di primo livello in diverse province della Lombardia. Il provvedimento è scattato, come previsto dalla delibera regionale del 2024, dopo che Arpa (l'Agenzia regionale per la protezione ambientale) ha rilevato il superamento per almeno due giorni della concentrazione di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 nell'aria. Fino almeno a giovedì 16 ottobre, quando è previsto il nuovo controllo, saranno attivi nuovi divieti di circolazione dei veicoli nei Comuni con più di 30mila abitanti nelle province di: Milano, Monza, Lodi, Bergamo, Pavia e Cremona.
Le misure antismog di primo livello
In particolare, a partire dal 14 ottobre nei Comuni con più di 30mila abitanti non potranno circolare i veicoli fino a benzina euro 1 e diesel euro 4, compresi, anche se dotati di filtro antiparticolato (Fap) o aderenti al servizio Move-In. Inoltre, in tutti i territori provinciali sarà vietato qualsiasi tipo di combustione all'aperto, l'uso di impianti termici a biomassa legnosa fino a 3 stelle, lo spandimento di liquami zootecnici (salvo iniezione e interramento immediato) e la riduzione di un grado della temperatura massima nelle abitazioni.
L'entrata in vigore delle misure antismog di primo livello è dovuta anche al fatto che le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni annunciano condizioni che sono tendenzialmente favorevoli all'ulteriore accumulo degli inquinanti. Il prossimo controllo della qualità dell'aria è previsto per giovedì 16 ottobre, quando le analisi di Arpa dovranno verificare se i livelli di concentrazione di Pm10 sono rientrati, o meno, nei limiti previsti.
Cos'è il Pm10 e perché può essere pericoloso per la salute
Come aveva spiegato a Fanpage.it Francesco Tursi, pneumologo, direttore dell'Uoc Riabilitazione specilistica cardio-respiratoria dell'ospedale di Codogno, il Pm10, insieme al Pm2,5, è tra le principali sostanze inquinanti dell'aria insieme all'ozono troposferico (O3), al biossido di azoto (NO2) e di zolfo (SO2). Il Pm10 ("particulate matter") è definito "particolato grossolano" e comprende le particelle, i pollini e le spore con diametro superiore a 10 micron che non riescono a penetrare nelle vie respiratorie dell'uomo, ma vengono bloccate all'altezza del naso e della laringe.
Anche se non è pericoloso quanto il Pm2,5 (o "particolato fine") che può causare infiammazioni polmonari e un possibile co-fattore cancerogeno, il Pm10 può comunque provocare disturbi all'apparato respiratorio, come bronchiti e asma. La sua tossicità, inoltre, dipende dalla sua provenienza: se da fattori umani o naturali.
Il superamento del limite in Lombardia
Lo gennaio l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa) della Lombardia ha pubblicato un report sulla qualità dell'aria dell'intero 2024. Nell'ultimo anno è stato rispettato il limite annuale per il Pm10, cioè una media di 40 microgrammi per metrocubo, anche se in una parte significativa delle stazioni lombarde si è superato il limite giornaliero di Pm10 per più di 35 giorni.
Considerando la stazione peggiore per ogni capoluogo, a Milano è stato superato per 68 giorni il limite di 50 microgrammi per metrocubo di Pm10, 57 a Cremona, 56 a Brescia, 54 a Monza, 50 a Mantova, 49 a Lodi, 47 a Pavia e 40 a Bergamo.