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Umberto e Greta, travolti e uccisi da un motoscafo sul lago di Garda
3 Settembre 2021
11:23

Incidente sul lago di Garda, la famiglia di Umberto chiede 9 milioni di risarcimento ai due tedeschi

La famiglia di Umberto Garzarella, il 37enne morto insieme alla 25enne Greta Nedrotti mentre si trovavano su una piccola barca sul Lago di Garda, ha chiesto 9 milioni di euro di risarcimento ai due turisti tedeschi. Entrambi si trovavano a bordo dell’imbarcazione che ha travolto il piccolo gozzo. Uno dei due è agli arresti domicliari mentre l’altro è a piede libero in Germania.
A cura di Ilaria Quattrone
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Umberto e Greta, travolti e uccisi da un motoscafo sul lago di Garda

Nove milioni di euro di risarcimento: è quanto chiesto dalla famiglia di Umberto Garzarella, morto il 19 giugno scorso mentre si trovava in barca sul lago di Garda con la 25enne Greta Nedrotti, ai due tedeschi accusati di averlo travolto con il loro motoscafo. Gli avvocati difensori dei due, indagati per omicidio colposo e omissione di soccorso, hanno definito l'istanza "particolarmente eccessiva". Intanto oggi si è svolto un nuovo sopralluogo a Salò su entrambe le imbarcazioni. La famiglia della ragazza non ha ancora avanzato nessuna richiesta di risarcimento. Probabilmente, stando a quanto spiegato dal quotidiano "Il Giornale di Brescia", potrebbe aspettare il processo quando si costituirà parte civile.

Il motoscafo viaggiava a una velocità eccessiva

Patrick Kassen, uno dei due indagati, è ancora agli arresti domiciliari mentre l'altro uomo è a piede libero in Germania. In quella tragica notte, il motoscafo dei due tedeschi ha travolto il gozzo di legno dove si trovavano i due: il 37enne è morto sul colpo mentre la 25enne è stata sbalzata in acqua, riportando gravi traumi alle gambe e alla testa per poi morire per annegamento.  Secondo una relazione della Guardia Costiera, sembrerebbe inverosimile che i due fari anteriori del motoscafo non abbiano fatto notare la presenza della piccola barca: dalle indagini era inoltre emerso che la velocità era di tre volte superiore a quella prevista per la navigazione di notte: "Subito dopo il salto causato dall'impatto con la piccola barca, nel riatterrare sullo specchio d'acqua – scrivono gli investigatori – accostava leggermente a sinistra per poi riprendere la rotta per raggiungere l'ultimo punto di accostata".

Il conclamato stato di ubriachezza

Nelle settimane successive all'incidente, era stato pubblicato un video in cui si vedevano i due indagati subito dopo l'incidente. Nelle immagini si vede il proprietario che ormeggia e l'altro che barcolla e poi precipita in acqua. Per i carabinieri infatti, Kassen – che si trovava alla guida del motoscafo – era in "conclamato stato di ubriachezza". Sempre qualche giorno prima dell'arresto, erano apparse delle immagini dei due mentre sorseggiavano dello champagne. L'avvocato Guido Sola aveva però dichiarato che i suoi assistiti non erano ubriachi al momento dell'incidente.

 
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