23 Luglio 2020
13:51

Inchiesta Diasorin-San Matteo, la procura scava sui presunti legami politici con la Lega

Nell’inchiesta sul caso Diasorin – Fondazione San Matteo di Pavia c’è un aspetto che gli inquirenti vogliono approfondire: i possibili “legami politici che possono avere influito sulla scelta del contraente”. In questo contesto appare il nome di Andrea Gambini, 49enne ex commissario della Lega a Varese (fino a fine maggio) e presidente del Cda dell’Ircss Carlo Besta di Milano, nominato dalla Regione. Gambini, che non è indagato, è direttore generale della Fondazione istituto Insubrico e presidente della società Servire srl, due realtà che negli ultimi anni hanno avuto strettissimi rapporti commerciali con la Diasorin la cui natura gli inquirenti vogliono approfondire. L’altro aspetto da approfondire è il presunto ostruzionismo denunciato da alcuni sindaci “ribelli”, che hanno effettuato test sierologici diversi dal Diasorin, “da parte di esponenti politici regionali della Lega Nord”. Uno di questi, il sindaco di Robbio, intervistato da Fanpage.it aveva rivelato che numerosi esponenti di maggioranza si erano poi recati da lui per fare il test non autorizzato.
A cura di Francesco Loiacono

Nelle carte dell'inchiesta sul caso Diasorin – Fondazione San Matteo di Pavia, relativo all'accordo per lo sviluppo e la validazione di test sierologici, c'è un aspetto che gli inquirenti ritengono necessario approfondire. Si tratta dei possibili "legami politici che possono avere influito sulla scelta del contraente". È in questo frangente che nel decreto di perquisizione firmato dal sostituto procuratore della Repubblica di Pavia, Paolo Mazza, spunta il nome di Andrea Gambini, 49enne ex commissario della Lega a Varese. Gambini si è dimesso dall'incarico nel partito alla fine di maggio a causa di un grave incidente domestico, da cui sta riprendendosi. In quota Lega, nominato dalla Regione, siede però alla presidenza del Consiglio di amministrazione di un altro Ircss (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, come il San Matteo), l'Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, ed è stato consigliere del Cda della Fondazione Ircss Istituto nazionale dei tumori dall'1 gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2018.

Il ruolo di Gambini, ex commissario della Lega a Varese (e non indagato)

Gambini, va precisato, non risulta tra gli indagati nel fascicolo aperto per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato, che vede invece indagate otto persone, tra cui il presidente e i direttori generale e scientifico della Fondazione San Matteo, Alessandro Venturi, Carlo Nicora e Giampaolo Merlini, il responsabile del laboratorio di Virologia molecolare, il professor Fausto Baldanti e l’amministratore delegato della società biotecnologica piemontese Diasorin, Carlo Rosa. Nel decreto di perquisizione il nome di Gambini compare però più volte. Laureato in Farmacia, dopo diverse esperienze lavorative nelle farmacie del Varesotto fa il salto nel mondo delle aziende nel 2005, quando approda al Polo scientifico e tecnologico lombardo di Busto Arsizio, incubatore di imprese di cui nel 2009 i soci hanno chiesto la messa in liquidazione.

I rapporti tra Diasorin, Fondazione istituto Insubrico e Servire srl

Dal 2007 Gambini è direttore generale della "Fondazione istituto Insubrico di ricerca per la vita" e dell'Insubrias biopark che hanno sede a Gerenzano. Nello stesso biopark hanno sede alcuni degli uffici della Diasorin. Tra la multinazionale della diagnostica piemontese e la Fondazione istituto insubrico, stando a quanto documentato dalle indagini della polizia giudiziaria, ci sarebbero stati "stretti rapporti commerciali" già prima dell'emergenza coronavirus. Rapporti ancora più stretti sarebbero intercorsi tra la Diasorin e la società Servire srl, società il cui socio unico è la Fondazione istituto Insubrico e il cui presidente è lo stesso Gambini. Servire srl, che si occupa di manutenzione delle attrezzature per la ricerca biotecnologica, nel 2019 e nel 2020 avrebbe fatturato alla Diasorin rispettivamente 1.187.496 euro e 429.946 euro. Rapporti commerciali su cui, stando agli inquirenti, "risulta necessario acquisire ulteriore documentazione". Anche per questo motivo le perquisizioni di ieri hanno riguardato anche l'abitazione di Gambini a Tradate e gli uffici della Fondazione istituto Insubrico e della società Servire srl.

Il presunto ostruzionismo della Regione verso gli amministratori locali

La possibile influenza della politica, e in particolare della Lega, nella vicenda dell'accordo tra Diasorin e San Matteo emerge in un altro passaggio delle carte. Quello in cui si accenna alle "esplicite diffide da parte dell'assessorato regionale alla Sanità (che è però in quota Forza Italia, ndr) e dalle Ats regionali e provinciali nei confronti degli enti pubblici che avevano deliberato di fare ricorso" ad altri test sierologici. Anche Fanpage.it aveva documentato queste diffide, a proposito della vicenda di un imprenditore che aveva deciso di effettuare il test sierologico ai suoi dipendenti. Ma gli inquirenti sono anche più espliciti: spiegano infatti che diversi amministratori locali che sono stati ascoltati per sommarie informazioni testimoniali "hanno riferito di atteggiamenti a dir poco ostruzionistici nei loro confronti da parte di esponenti politici regionali della Lega Nord". Tra gli amministratori sentiti ci sono in particolare i sindaci di Cisliano e quello di Robbio, nel Pavese. Quest'ultimo, Roberto Francese, intervistato da Fanpage.it ha rivelato come, nonostante le diffide, anche diversi politici di maggioranza della Regione siano passati da Robbio per effettuare il test promosso dal sindaco per i suoi cittadini.

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