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Le previsioni degli esperti erano concordi nell'ipotizzare per la Lombardia un picco dei contagi attorno a Pasqua, quindi tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile. E le proiezioni effettuate da Agenas (l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sembrano confermare, almeno per quanto riguarda il dato legato ai ricoveri in terapia intensiva, che la crescita delle scorse settimane potrebbe essersi interrotta. Il picco dei ricoveri in Rianimazione di questa terza ondata, finora, è stato raggiunto nella giornata di lunedì 29 marzo, quando il totale dei ricoveri in terapia intensiva è arrivato a 870. Un dato inferiore ai tristi record della scorsa primavera, ma che ha comunque portato i reparti di rianimazione degli ospedali lombardi ben oltre la soglia critica del 30 per cento dei posti letto occupati.

La percentuale di posti letto occupati in terapia intensiva è ancora preoccupante

Ancora adesso in Lombardia il tasso di occupazione da parte dei pazienti Covid nei reparti di terapia intensiva è attorno al 61 per cento. Un dato preoccupante, oltre il doppio della soglia critica, che determina tuttora una condizione di forte stress del sistema ospedaliero. Anche i pazienti Covid ricoverati in area "non critica", ossia negli altri reparti ospedalieri, è ben oltre la soglia di guardia. In questo caso la percentuale ha toccato ieri il 52 per cento, contro la soglia di allerta fissata al 40 per cento dal decreto ministeriale del 30 aprile 2020. La giornata che ha fatto segnare finora il picco di ricoveri ordinari è stata martedì 23 marzo, quando risultavano 7.165 ricoveri.

Le proiezioni sui nuovi ricoveri mostrano un rallentamento

Se però si osservano le proiezioni relative ai nuovi ricoveri, pubblicate sul sito di Agenas, si scorge che, per la prima volta da metà febbraio, la curva tende ad appiattirsi. Entro il prossimo 5 aprile, secondo le stime, i ricoveri dovrebbero mantenersi sotto la soglia di 875. Il dato è corroborato anche da quello relativo ai tempi di raddoppio del numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva (Doubling time). Si tratta, come spiegato in una nota dell'Agenas, di un "indicatore utile a descrivere la velocità di progressione del numero pazienti che necessitano assistenza intensiva". Cos'è il tempo di raddoppio? "Il lasso di tempo, solitamente espresso in giorni, in cui un dato parametro (come ad esempio il numero di pazienti in terapia intensiva) raddoppi il suo valore". Più il numero è alto, più la velocità di progressione rallenta. In Lombardia nel corso del mese di marzo si è passati da un valore di 16,5 giorni registrato l'8 marzo a un valore di 85,8 giorni registrato il 29 marzo: segno appunto di un rallentamento della progressione dei ricoveri. La speranza adesso è che a questo rallentamento segua una decrescita, perché come già sottolineato la situazione negli ospedali lombardi resta critica: tanto che il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha annunciato che la Lombardia "resterà in zona rossa ancora per un po'". Non è ancora il momento di abbassare la guardia.

Il tempo di raddoppio
in foto: Il tempo di raddoppio