Quasi due pazienti su tre ricoverati in terapia intensiva negli ospedali della Lombardia hanno meno di 60 anni. Un dato che fa riflettere sull'abbassamento dell'età media tra i nuovi malati di coronavirus, anche se per fortuna i numeri al momento non sono paragonabili a quelli del picco primaverile dell'emergenza. Al momento sono 27 le persone in rianimazione con Covid-19 (circa 250 i ricoverati totali). Diciassette hanno meno di 60 anni. Si tratta quindi di malati che hanno accusato sintomi gravi legati al coronavirus pur non essendo "anziani".

Il calo drastico dell'età media tra gli infettati, comune a tutta l'Italia, si era già riscontrato in Lombardia alla metà di agosto, con l'avvio della campagna di tamponi per i viaggiatori rientrati dalle vacanze all'estero. Nel mese di agosto l’età media dei nuovi infetti a Milano era stata di circa 42 anni, contro i 64 anni di giugno.

Dove sono ricoverati i pazienti lombardi in terapia intensiva

I pazienti ricoverati in terapia intensiva, stando all'ultimo bollettino di Regione Lombardia, sono saliti a 27. Si trovano tutti nei cinque "hub covid", i grandi ospedali scelti come centri per la cura dei pazienti con coronavirus. Sei persone sono in rianimazione al Policlinico San Matteo di Pavia, due all'ospedale San Gerardo di Monza, otto agli Spedali Civili di Brescia, sei al Policlinico di Milano, cinque all'ospedale Sacco. Un solo paziente è ricoverato a Lecco, perché in condizioni di salute troppo precarie per poterlo trasportare.

Il piano regionale per le terapie intensive

Come detto al momento il numero dei ricoverati in terapia intensiva non desta preoccupazione. Regione Lombardia ha approntato un piano che prevede di aggiungere ai 780 letti di rianimazione disponibili altri posti, riattivabili in caso di emergenza, fino a un massimo di 1.800 letti (sono 1.463 quelli previsti da indicazioni ministeriali). A questi si aggiungerebbero altri 700 posti in subintensiva.