Per lei sembrava non esserci nulla da fare. Un tumore al pancreas l'aveva ridotta in stato terminale e i suoi giorni sembravano essere giunti a scadenza. Eppure, con una tecnica altamente innovativa, all'ospedale di Vimercate i dottori sono riusciti a operarla e a salvarle la vita. Lieto fine per una donna di 61 anni di un paese limitrofo a Vimercate, in provincia di Monza e Brianza, che ha scoperto avere il suo cancro nel gennaio dello scorso anno. Al momento della scoperta, il tumore era già in uno stato avanzato, tanto da aver compromesso la vena principale del circolo ematico intestinale, oltre all'arteria epatica comune. Per questi motivi pareva impossibile asportare la massa, che sarebbe stata ridotta solo tramite chemioterapia.

L'innovativa tecnica utilizzata dall'ospedale di Vimercate

È stata proprio la paziente a non darla vinta al proprio male, cercando alternative e soluzioni che le permettessero di continuare a restare in vita. Così arriva all'ospedale di Vimercate che prende in carico il suo caso lo scorso luglio. Un team specialistico multidisciplinare, composto da un oncologo, un endoscopista, un radiologo, un patologo, un radioterapista e un chirurgo, sollecita l'intervento: sanno di poter riuscire laddove altri avevano detto di non essere in grado. Così, l'equipe medica guidata da Christian Cotsoglou asporta il corpo e la coda del pancreas della donna. Successivamente, viene sostituita l'arteria epatica ormai compromessa con un'altra arteria epatica anastomizzata. La procedura, come dichiarato dal dottor Cotsoglou, "ha permesso di asportare in maniera macroscopicamente completa il tumore".

Nessun problema post operatorio, la paziente sta bene

La prova del nove era rappresentata dagli esami post-operatori a cui si è sottoposta la paziente dopo l'intervento. Gli esiti, hanno certificato che la nuova arteria consente il passaggio del flusso sanguigno permettendo la vascolarizzazione del fegato senza il quale sarebbe impossibile vivere. Nessun problema nemmeno al controllo ecografico intraoperatorio che ha accertato la presenza di una pulsatilità arteriosa intraepatica. Soddisfazione per il direttore generale dell'Asst Nunzio Del Sorbo che ha commentato così: "L’intervento è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra le diverse figure professionali dell’ospedale e alla grande esperienza dell’equipe chirurgica, maturata non solo nell’ambito della chirurgia oncologica del pancreas ma soprattutto dall’expertise acquisita nei trapianti di fegato, dove le ricostruzioni vascolari di alta complessità sono un requisito fondamentale per la riuscita dell’intervento".