“Giacche in cashmere da 3mila euro pagate 80”: il sistema di caporalato dietro la produzione di Loro Piana spa

"Massimo profitto al minor costo possibile". È questa, secondo il pm Paolo Storari, la logica su cui si baserebbe la produzione di abbigliamento del brand di lusso Loro Piana spa, controllata della multinazionale francese Lvmh, ora posta in amministrazione giudiziaria da parte del tribunale di Milano. Questo perché, stando alle indagini della procura, la casa di moda avrebbe affidato la produzione a società che, a loro volta, l’avrebbero poi subappaltata a laboratori cinesi dove sono in vigore "condizioni di grave sfruttamento" tipiche del "caporalato". Questo sistema avrebbe permesso di produrre le blasonate "giacche in cashmere da 3 mila euro" di Loro Piana al modico prezzo di soli "80 euro".
Stando agli atti dell'inchiesta che Fanpage.it ha potuto visionare, in Loro Piana spa vi sarebbe "una sorta di cultura d'impresa" volta a "favorire la perpetuazione degli illeciti". Nel corso delle indagini sarebbe, infatti, venuta a galla una "prassi illecita così radicata e collaudata, da poter essere considerata inserita in una più ampia politica d'impresa diretta all'aumento del business". Come dicevamo: massima resa, al minor costo possibile. Ma come si realizzava, nel concreto, questo meccanismo produttivo?
Il sistema di sfruttamento dei lavoratori dietro la produzione di Loro Piana spa
Loro Piana spa affidava "la produzione di capi di abbigliamento alla società Evergreen Fashion Group srl" che basava la propria produzione su un "regime di sfruttamento dei lavoratori". Tuttavia, non disponendo di alcun reparto produttivo, la società subappaltava la produzione alla Sor-Man sns che a sua volta faceva realizzare i capi di abbigliamento agli opifici cinesi Clover Moda srl e Dai Meiying. Dai diversi sopralluoghi che sono stati effettuati sono venute alla luce condizioni "abitative degradanti, pericolose per la salute e la sicurezza" dei lavoratori, una "manodopera irregolare e clandestina" costretta a dormire in ripostigli adibiti a dormitori abusivi con il fine di "attingere mera manovalanza in qualsiasi orario del giorno/notte", sottoponendo i lavoratori a interminabili ed estenuanti turni di lavoro. Tutto questo per assolvere a un unico obiettivo: "Abbattere i costi" di produzione tanto da riuscire a produrre "giacche in cashmere da 3 mila euro" al modico prezzo di "80 euro".
L'amministratrice della Sor-Man: "7 mila giacche all'anno pagate 80 euro l'una"
"Ho iniziato a produrre Loro Piana dall'anno 2000, all'inizio producevamo 200 giacche a stagione poi gli ordini sono aumentati fino ad arrivare a 3000", ha riferito agli inquirenti l'amministratrice della Sor-Man, una delle società a cui veniva subappaltato il servizio di produzione del brand di lusso. "Fino al 2021 producevamo tutto noi, successivamente […] ho iniziato a esternalizzare la produzione perché la mia azienda non aveva più la capacità organica e materiale […]. I volumi erano alti circa 6000/7000 giacche l'anno per Loro Piana". Così, per mantenere il cliente la Sor-Man la produzione viene affidata "a cittadini cinesi: la società Clover Moda srl e Dai Meiying".
"Il costo pattuito era 118 euro a giacca se la commessa era superiore a 100 capi", ha continuato a spiegare l'amministratrice. "Per quanto riguarda la contrattazione sul prezzo io chiedevo una somma, loro naturalmente andavano al ribasso e poi trovavamo un accordo. Io pagavo alle società cinesi 80 euro al pezzo […]. I volumi di produzione erano di circa 6000/7000 capi l'anno". Capi che poi venivano rivenduti negli “store” del brand a prezzi “tra i 1000 e i 3000 euro”.
Le valutazioni del Tribunale di Milano
Sulla base di tali prove e testimonianze, il Tribunale ha valutato che "il meccanismo è stato colposamente alimentato da Loro Piana che non ha verificato la reale capacità imprenditoriale delle società appaltatrici e sub-appaltatrici, alle quali affidare la produzione e non ha eseguito efficaci ispezioni o audit per appurare in concreto l'operatività della catena produttiva e le effettive condizioni lavorative e gli ambienti di lavoro". Per questo motivo, il Tribunale di Milano ha disposto l'amministrazione giudiziaria della società Loro Piana per un anno.
L'Ufficio di Amministrazione Giudiziaria dovrà, inoltre, svolgere le seguenti attività: esaminare l'assetto della società, con particolare attenzione al modello organizzativo e gestionale, per valutarne l'idoneità a prevenire reati come quelli verificatisi, ed esaminare le iniziative intraprese dalla società e la politica contrattuale adottata nei confronti delle società fornitrici.
Parallelamente sono stati deferiti all’A.G. per caporalato e altro 2 titolari, di diritto o di fatto, di altrettante aziende, 7 lavoratori non in regola con la permanenza e il soggiorno sul territorio nazionale e 2 titolari dell’azienda sub-affidataria (cittadini italiani) per violazioni della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. In più, sono state date ammende pari a 181 mila euro e sanzioni amministrative pari a 59 mila euro e per i 2 opifici cinesi è stata disposta la sospensione dell’attività per gravi violazioni in materia di sicurezza e per utilizzo di lavoro “nero”.