Evade dal carcere di Bollate durante un permesso premio, Alba Zambrano si costituisce dopo 10 giorni

Alba Leonora Sevillano Zambrano si è consegnata questa notte, tra martedì 24 e mercoledì 25 febbraio, al carcere San Vittore di Milano dopo una fuga durata dieci giorni. La 42enne, condannata per un omicidio commesso nel 2011, era evasa da Bollate lo scorso 14 febbraio, mentre usufruiva di un permesso premio. Zambrano è stata presa in carico dagli agenti della polizia penitenziaria, che per giorni l'hanno cercata tra gli alloggi nei quali si pensava avesse trovato rifugio. Pare che la 42enne non si sia mai allontanata da Milano.
L'arresto per l'omicidio di Franca Monfrini
Zambrano era stata condannata per l'omicidio di Franca Monfrini commesso nell'ottobre del 2011 in via Borsa a Milano. La giovane ecuadoriana, che al tempo aveva 27 anni, era stata fermata dai poliziotti della Squadra Mobile e aveva confessato di aver ucciso l'81enne. L'anziana era la vicina del fidanzato di allora di Zambrano e aveva incrociato la ragazza all'entrata del palazzo. La 27enne si era offerta di aiutarla a portare in casa i sacchetti della spesa.
Una volta nell'appartamento, mentre Monfrini era al computer, Zambrano aveva iniziato a rovistare nella borsa della vittima. Quando l'81enne l'ha scoperta, la 27enne l'aveva strangolata con un foulard e le aveva premuto un cuscino sul viso. Al momento dell'arresto, gli investigatori l'avevano trovata in possesso del bancomat e delle chiavi di casa dell'anziana.
La fuga durante il permesso premio e il ritorno in carcere
Per l'omicidio, Zambrano era stata condannata e la fine della pena era previsto per il 2032. Detenuta a Bollate, in virtù della sua buona condotta dal 2023 poteva godere dei permessi premio. La 42enne stava proprio sfruttando quel beneficio lo scorso 14 febbraio, giorno di San Valentino, e avrebbe dovuto rientrare in carcere alle 23. Tuttavia, non si era presentata e le forze dell'ordine si erano messe subito sulle sue tracce.
Gli investigatori avrebbero esaminato vari alloggi di connazionali della fuggitiva nei quali aveva trovato rifugio, ma da cui si era allontanata prima di poter essere fermata di nuovo. Alla fine, forse perché si sentiva braccata e non sapeva più dove nascondersi, Zambrano si è presentata nella notte tra martedì 24 e mercoledì 25 febbraio al carcere di San Vittore ed è stata presa in carico dalla polizia penitenziaria.