Foto di repertorio
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Quattro anni dopo la prima denuncia è arrivata la sentenza di condanna a otto anni e mezzo di carcere a un padre accusato di aver abusato delle due figlie, all'epoca dei fatti minorenni e affette da disabilità cognitive. Come si legge sul quotidiano "La Provincia di Como", a lanciare l'allarme e a fare la segnalazione ai carabinieri di Albate, in provincia di Como, era stata una suora a cui le minori avevano raccontato di essere vittime di maltrattamenti. In seguito, davanti al giudice per le indagini preliminari che le aveva convocate in tribunale, le ragazze avevano confessato anche episodi di violenza sessuale. Le indagini sono sempre restate riservate, così come il processo per tutelare l'identità delle sorelline. Sul banco degli imputati era finita anche la convivente dell'uomo, con l'accusa di maltrattamenti domestici: la donna è stata poi assolta. Dopo la sentenza di condanna, l'avvocato del uomo potrebbe fare ricorso e il caso potrebbe quindi finire in Corte d'appello.

Le giovani davanti al giudice avrebbero confessato gli abusi sessuali subiti dal padre

Durante le indagini, il pubblico ministero Giuseppe Rose aveva chiesto un incidente probatorio per acquisire la testimonianza delle due ragazzine in tribunale davanti anche all'avvocato del padre e della convivente. Sarebbe stata in quella situazione che, davanti ai giudici, una delle figlie avrebbe parlato di una vera e propria violenza sessuale subita dal padre. Cosa che aveva convinto il gip ad accogliere la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero. Il processo in primo grado si è poi concluso ieri quando il giudice ha accolto la richiesta del pm e condannato a 8 anni e mezzo il padre.