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Clima teso negli ospedali San Paolo e San Carlo: il dg incarica un legale contro i medici “ribelli”

Ancora clima teso negli ospedali San Paolo e San Carlo di Milano, riuniti sotto la stessa Asst (Azienda socio sanitaria territoriale). Dopo la lettera dello scorso novembre in cui diversi medici criticavano la gestione della pandemia all’interno della struttura, tra direzione e personale si è creata una frattura che sembrava essersi ricomposta. Adesso però spunta una delibera per incaricare un legale di assistere la direzione nella controversia contro i medici “ribelli”. Il consigliere del Pd Bussolati: “L’assessore Moratti chieda chiarimenti e li fornisca a tutto il consiglio regionale, in una situazione così difficile non abbiamo bisogno di caccia alle streghe”.
A cura di Giulio Cavalli
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La vicenda inizia lo scorso novembre con una lettera firmata da medici e rianimatori degli ospedali San Carlo e San Paolo di Milano, riuniti un’unica Asst (Azienda socio sanitaria territoriale). Milano è travolta dalla seconda ondata dell’epidemia e i corridoi dei pronti soccorso si trasformano in sale d’attesa di pazienti Covid. Nei due ospedali si registrano picchi d’accesso di 130 pazienti Covid al giorno di fronte a 350 posti letto occupati. La lettera, indirizzata al direttore generale Matteo Stocco (molto vicino all’ex assessore Gallera), è molto dura, lamenta una cronica carenza di mezzi, uomini e risorse e contiene passaggi drammatici: "Siamo professionisti – scrivono medici e rianimatori – impegnati nella gestione dell’emergenza Covid (emergenza prevista, attesa e che, ciononostante, vede la nostra struttura largamente impreparata), Vi scriviamo per esprimere la nostra grande preoccupazione per la situazione che si è creata in ospedale e il nostro fermo dissenso verso una politica che ci impedisce di esercitare la nostra professione in scienza e coscienza, soprattutto a causa della carenza di mezzi tecnici e umani indispensabili nel frangente in cui ci troviamo ad operare".

Negli ospedali si è creato un clima teso tra direzione e personale

Il documento interno nei giorni successivi trapela sui giornali e scatena le ire della direzione dell’Asst. Viene rimossa la primaria Francesca Cortellaro (che tutt’oggi non è stata reintegrata) e nei due ospedali si crea un’enorme frattura tra la direzione e il personale che lamenta addirittura il timore di rappresaglie interne. Il direttore generale Stocco promette un audit interno per verificare l’accaduto ma tra i componenti nominati per fare chiarezza figurano anche i firmatari di un contro-appello di solidarietà alla direzione e di presa di distanze dai colleghi. Il clima è teso, tanto che i primi di dicembre è costretto a intervenire l’ex assessore Gallera che parla della “necessità di stemperare e rasserenare il clima, che è sicuramente difficile, nell’ottica di una nuova ondata” e incontra la primaria rimossa e il direttore dell’Asst che lui stesso ha nominato nel 2018. Il direttore Stocco insiste ventilando conseguenze penali e punizioni professionali per i firmatari della lettera accusatoria (che intanto dai 49 che erano scendono a 18), il direttore generale dell’assessorato Marco Trivelli si reca personalmente al San Carlo per un’ispezione. I sindacati protestano: “No sottomissione a ricatti repressivi”, scrivono sul loro striscione. Poi non se ne sa più niente e la situazione sembra rientrare.

La delibera del dg: Assistenza e consulenza legale per il contenzioso

Fino ad oggi, quando spunta una delibera del direttore generale Stocco (la 0003002 del 23/12/2020) in cui si legge di un “servizio di assistenza e consulenza legale per la gestione del contenzioso avente ad oggetto “Lettera del 18.11.2020 sottoscritta da dipendenti della ASST Santi Paolo e Carlo; querela Dr. Matteo Stocco del 25.11.2020”. Nella delibera si legge che la pratica legale viene affidata a uno studio di Monza (lo Studio Legale Associato Casiraghi) per un costo di 4.380 euro presi dal fondo “Manutenzione e riparazione ordinaria Attrezzature Sanitarie”. C’è un’altra stranezza: l’Asst ha una struttura interna, già pagata, per affrontare le questione legali ma in questo caso si decide di affidare la consulenza all’esterno. Per questo lo scorso 11 gennaio il consigliere regionale del Partito Democratico Pietro Bussolati ha depositato un’interrogazione in cui chiede chiarezza: perché l’Asst ha deciso di “procedere in tale incarico, vista la mancanza di una serie di elementi di trasparenza che evidenziano lo scopo dell’affidamento”? Perché sono stati utilizzati i soldi di quel fondo? Perché “lo studio legale citato non risulta tra i consulenti legali presenti rintracciabili sul sito aziendale”? E soprattutto perché l’Asst ha provveduto “solo con Delibera n.1 del 7 gennaio 2021 a formalizzare l'istituzione dell'Unità di Crisi per far fronte all'Emergenza Pandemica, visto quanto emerso dall'inizio dell'ondata pandemica all'interno della stessa Asst” (che è il punto che contestavano i firmatari della lettera)?

Bussolati (Pd): La neo assessora Moratti chieda chiarimenti

"In aula – dice a Fanpage.it il consigliere Bussolati – abbiamo avuto rassicurazioni dall'ex assessore Gallera che si sarebbe adoperato per evitare scontri tra il Dr. Stocco e i lavoratori. L'incarico affidato a legali di fiducia non va in questa direzione e ci ha deluso e sorpreso. Se l'attuale assessore Moratti vuole iniziare con il piede giusto chieda chiarimenti e li fornisca a tutto il consiglio regionale. In una situazione così difficile non abbiamo bisogno di caccia alle streghe, serve prudenza e capacità ci aspettiamo interventi da parte della Regione in questo senso".

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