Caso Equalize, spiate centinaia di vip e imprenditori: anche Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona e Bobo Vieri

Sarebbero circa 650 le persone e le società che sarebbero state "spiate" dall'agenzia investigativa Equalize di Enrico Pazzali e Carmine Gallo attraverso presunti accessi abusivi alle "banche dati". Come indicato dalla Procura di Milano nell'avviso di chiusura delle indagini a carico di 81 soggetti notificato oggi, giovedì 9 aprile, tra le "vittime" compaiono anche l'ex attaccante di Inter, Juve e nazionale Christian "Bobo" Vieri, l'ex agente fotografico Fabrizio Corona, la blogger Selvaggia Lucarelli e l'attore, regista e produttore Ricky Tognazzi. È stato citato anche il caso che riguarda l'atleta olimpico Marcell Jacobs, per il quale Giacomo Tortu (fratello del velocista Filippo, estraneo alle indagini) avrebbe pagato "10mila euro in contanti" alla Equalize per scoprire se facesse uso di "sostanze dopanti".
Le presunte vittime di spionaggio
Dietro il presunto spionaggio ai danni di Vieri, Corona, Lucarelli e anche dell'imprenditrice Sonia Bruganelli e di Andrea Medri (fondatore della società di bitcoin fallita ‘The Rock Trading') ci sarebbe Roberto Bonacina, il quale avrebbe effettuato una serie di accessi alla banca dati Sdi (sistema d'indagine) del Ministero dell'Interno nel 2024 quando era ispettore di polizia all'ufficio di Frontiera all'aeroporto di Orio al Serio (in provincia di Bergamo). Secondo gli inquirenti, Bonacina avrebbe agito dietro "corrispettivo economico" e su mandato di persone del gruppo di Equalize. Tra questi, Luca Cavicchi: il presunto capo di una "articolazione" delle presunte cyber-spie dell'agenzia investigativa.
Per quanto riguarda Tognazzi, il presunto accesso abusivo, con conseguente rivelazione di segreto si sarebbe verificato tra il 25 e 26 settembre 2024 alla Banca Dati Serpico. A compiere gli accessi sarebbe stato Marco Calcaterra, in qualità di dirigente dell'Agenzia delle Entrate di Napoli. Anche lui avrebbe agito dietro "compenso", su "richiesta" di Cavicchi e dell'esperto informatico del gruppo Nunzio Samuele Calamucci.
Il dossier su Marcell Jacobs pagato "10mila euro in contanti" da Giacomo Tortu
La richiesta di "abusiva acquisizione dei dati e delle conversazioni" ai danni di Marcell Jacobs risale, invece, all'estate del 2021. Giacomo Tortu, fratello del campione olimpico Filippo (estraneo all'indagine), si sarebbe rivolto all'ex superpoliziotto Carmine Gallo (fondatore con Pazzali di Equalize e deceduto il 9 marzo 2025) dietro il pagamento di "10mila euro in contanti".
L'incarico sarebbe stato affidato, poi, all'investigatore privato Gabriele Pegoraro, il quale si sarebbe introdotto nei dispositivi informatici e nei cellulari di Jacobs, del suo allenatore e del suo nutrizionista per acquisire e analizzare le loro chat fra il 15 settembre 2020 e la fine di agosto 2021, ovvero subito dopo la conquista dell'oro alle Olimpiadi giapponesi. Dopodiché, Pegoraro avrebbe consegnato a Lorenzo Di Iulio (altro investigatore privato sotto indagine) una "chiavetta Usb" contenente le "chat esfiltrate" poi girata, fra il settembre e l'ottobre 2021 in un luogo sconosciuto, a Gallo e, da lui, a Giacomo Tortu.
Tra le altre presunte vittime, anche Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, attraverso "accesso alla Banca Dati Sdi ed interrogazione del 17 novembre 2023". Poi ancora il giornalista Gabriele Parpiglia e l'ex legale esterno di Eni Piero Amara.