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Bimba vedrà i nonni a Pasqua dopo 4 anni, il papà: “Oltre 1000 euro per tornare a casa, abbracciarsi è un lusso”

Pasqua lontano da casa a causa del caro trasporti che impedisce a molte famiglie di riunirsi. “È diventato un lusso abbracciarsi”, ha raccontato Antonio a Fanpage.it. “Mia figlia non vede i nonni da 4 anni nel periodo pasquale”.
A cura di Giulia Ghirardi
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Immagine di repertorio
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Con l'avvicinarsi delle festività pasquali, molti italiani incorrono in un problema ormai strutturale: il costo proibitivo dei trasporti. Voli, treni e automobili registrano rincari significativi proprio nei periodi di maggiore domanda, trasformando quello che dovrebbe essere un momento di ricongiungimento familiare in "un lusso per pochi".

A farne le spese sono soprattutto le famiglie che vivono lontano dai luoghi d'origine, spesso per lavoro. È il caso di Antonio, calabrese trasferito da anni nell'hinterland milanese, a Pogliano Milanese, dove vive con la moglie, la figlia di 9 anni e un cagnolino. "Tornare in Calabria, a Rossano (Cosenza, ndr), è sempre più difficile", ha spiegato a Fanpage.it. "Così, però, mia figlia non ha la possibilità di vedere i propri nonni".

Come loro, sono migliaia gli italiani costretti nella stessa situazione. Nei giorni scorsi Fanpage.it ha raccontato anche la storia di una mamma single con due figli che è stata costretta a rinunciare alle vacanze di Pasqua in famiglia a causa dei costi proibitivi dei mezzi di trasporto; quella di Marco, fuorisede a Milano, che ha dovuto abbandonare l'idea di tornare dalla famiglia in Sicilia per le vacanze perché "i voli costavano fino a 600 euro"; e quella di Sara che, invece, è stata costretta a viaggiare per 17 ore pur di riabbracciare i propri cari.

Il racconto di Antonio

"Troppo spesso si rinuncia a fare qualche viaggio", ha esordito Antonio a Fanpage.it, spiegando come i prezzi dei biglietti aerei salgano vertiginosamente proprio durante le festività. Una situazione che si ripete anche per i treni, rendendo quasi impossibile organizzare uno spostamento senza incidere pesantemente sul bilancio familiare.

Il risultato è che vedere i propri cari diventa un evento "raro". Antonio ammette, infatti, che gli incontri con la famiglia si sono ridotti a una, al massimo due, volte all'anno. "È diventato un lusso abbracciarsi", ha aggiunto, racchiudendo in una frase il disagio di molte famiglie italiane, divise da centinaia di chilometri e da prezzi sempre più insostenibili.

Nel suo caso, per tre persone e un animale domestico, il costo dei voli supererebbe i 1000 euro. Il treno non rappresenta una soluzione più economica, mentre l'autobus viene scartato per i tempi di percorrenza: "Sarebbero circa 18 ore di viaggio per arrivare in Calabria", lo stesso numero di ore di un volo diretto verso il Sud America. Anche i costi accessori contribuiscono a scoraggiare gli spostamenti. Antonio ricorda come, una quindicina di anni fa, lasciare l'auto parcheggiata vicino all'aeroporto per una settimana costasse circa 25 euro. "Oggi si arriva facilmente a 80 euro", con un aumento che definisce "spropositato".

Dietro il caro trasporti si inserisce poi un quadro economico più ampio fatto di bollette elevate, spese quotidiane sempre più pesanti e servizi spesso a pagamento. A Fanpage.it Antonio descrive una realtà fatta di rinunce: "Si risparmia sulla spesa, si evitano sprechi". Così, però, tra mutuo, scuola e necessità quotidiane, "non resta nulla e tornare per trovare la famiglia diventa sempre più inverosimile".

Inoltre, la figlia di Antonio cresce lontana dai nonni, con incontri limitati a poche occasioni all'anno. Dopo mesi di distanza, il tempo condiviso diventa prezioso, ma insufficiente: "È da quattro anni che non scendiamo per Pasqua". A rendere il quadro ancor più paradossale è il confronto con l'estero: spesso, ha spiegato Antonio, "è più economico volare verso una capitale europea piuttosto che raggiungere il Sud Italia". Una contraddizione che alimenta il senso di frustrazione e di abbandono, soprattutto in territori come la costa ionica calabrese, dove l'alta velocità ferroviaria non arriva e i collegamenti restano carenti.

"C'è molto da fare", ha concluso Antonio a Fanpage.it. "Servono tariffe agevolate per ricongiungimenti familiari o, almeno, un tariffario inferiore rispetto a quello per l'estero per poter tornare a casa senza sacrifici". Nel frattempo, per molti italiani, la Pasqua resta un momento da vivere a distanza, tra telefonate e videochiamate a chilometri di distanza.

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