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"Non basta chiudere, subito prima dose vaccino a tutti. E dopo gli over 80 dobbiamo vaccinare chi lavora". Commenta così Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale lombarda, il passaggio in zona arancione della Lombardia. Per il coordinatore della campagna vaccinale lombarda, infatti, non basta chiudere ma "in certi frangenti devi inventarti armi per fronteggiare nemico". E l'unica arma a disposizione ora contro il virus è il vaccino: la Regione intende somministrare la prima dose al maggior numero di persone possibili anziché preferire il completamento del ciclo. Esattamente quanto spinge anche il governo: il neo presidente del Consiglio Mario Draghi infatti punta ad accelerare la somministrazione della prima dose a un numero maggiore di cittadini senza conservare quindi, come si sta facendo fino ad ora, il 30 per cento della quota di vaccini per la dose successiva. Così facendo sarebbero vaccinati subito due milioni di persone in più. Secondo il ministro alla Salute Roberto Speranza deve essere comunque la comunità scientifica a guidare le decisioni. Mentre si cerca un linea comune anche con gli altri Paesi europei.

"Sono un medico che si occupa di emergenza e in certi frangenti devi inventarti le armi per fronteggiare il nemico. Non si può continuare a chiudere e limitare. Seppur sia giusto farlo, ma non basta", ha poi aggiunto Bertolaso durante un'intervista al Corriere della Sera. Secondo il coordinatore regionale l'obiettivo con la prima dose è quello di ridurre l'ospedalizzazione: "Uno studio spiega che con la prima dose c'è copertura immunitaria. Parlo da uomo delle emergenze che deve ridurre il danno". Bertolaso poi precisa che in Lombardia, fine le vaccinazioni agli over 80, si procederà "a somministrare le dosi a chi lavora, ovvero chi sta in fabbrica e nei bar e ristoranti".

Cambia la strategia vaccinale di Regione Lombardia

Per Bertolaso, quindi, non ci sono dubbi: "Bisogna subito puntare sulla prima dose. Stessa cosa che sta sottolineando in questi giorni anche il presidente del Consiglio. Se ho 100mila dosi di vaccino le uso per 100mila persone, non mi riduco a 50mila per poi fare il richiamo". Già dopo lo scoppio dei focolai Bertolaso aveva annunciato di cambiare strategia per le vaccinazioni. Da giorni Palazzo Lombardia infatti ripete che bisogna intervenire su due fronti: diminuire i contatti sociali nelle zone più colpite, con le nuove restrizioni, e fermare la diffusione del virus vaccinando prioritariamente i comuni limitrofi alle zone più colpite. E proprio oggi, sabato 27 febbraio, è iniziata la vaccinazione di massa contro il Covid-19 a Viggiù, il paese in provincia di Varese dove sono stati isolati i primi casi di variante "scozzese" del Coronavirus in Italia e dove la Regione Lombardia ha fatto scattare la "zona rossa". Qui tutti i cittadini over 18 del paese al confine con la Svizzera, che conta poco più di cinquemila abitanti, saranno sottoposti a vaccinazione presso la palestra della scuola media di Saltrio, paese confinante, dove sono state allestite postazioni e sedie per chi dovrà attendere il proprio turno. Riceveranno il vaccino Moderna oggi anche un centinaio di persone in età compresa tra i 66 e gli 79 anni.