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Caso Eitan: il bimbo portato dal nonno in Israele

Auto schermate ai satelliti e cambio in corsa: così il nonno ha portato Eitan in aeroporto

Uno scambio in corsa con un’auto schermata ai satelliti, un buco nel database europeo che vieta alle persone segnalate di lasciare i paesi in area Schengen. Repubblica svela alcuni dei presunti retroscena che hanno portato alla riuscita del piano del nonno del piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto alla strage del Mottarone, per portarlo in Israele.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Automobili schermate ai satelliti, un cambio in corsa per sviare ancora di più le indagini: sarebbero questi alcuni dei passaggi che il nonno di Eitan, il piccolo ed unico sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone, avrebbe utilizzato per portare il bambino in aeroporto e da lì in Israele. Secondo quanto riportato dall'edizione odierna di Repubblica, i punti salienti della vicenda sarebbero soprattutto due: lo scambio in corsa avvenuto tra due mezzi a noleggio, una Volkswagen Polo schermata ai satelliti ed un jet Cessna 680 Citation Sovrereign da una parte ed un presunto "buco" nel database europeo (SIS) dove vengono inseriti i dati delle persone segnalate dalle forze dell'ordine per evitare che possano lasciare un paese in area Schengen.

Le indagini però continuano per ricostruire a modo l'intera vicenda. Quel che appare quasi certo è che il nonno di Eitan avrebbe avuto complici nella complessa operazione che gli ha permesso di portare il piccolo in Israele. Più complesso invece capire eventuali falle nel sistema del database europeo ed altre situazioni che hanno consentito, con la loro concatenazione, la riuscita del piano. Non solo, ma anche il passaporto, il divieto di espatrio e la pista dei servizi segreti: sono diversi i punti oscuri dell'inchiesta condotta dalla Procura di Pavia. L'unica certezza è che in questo momento l'uomo e il nipote si trovino in Israele, confinato in casa.

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