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Attacco hacker agli ospedali Fatebenefratelli e Sacco, Fontana: “Non pagheremo alcun riscatto”

Dalla notte del 1° maggio gli ospedali Fatebenefratelli e Sacco sono sotto attacco hacker. Al pronto soccorso si parla di un riscatto di 1,8 milioni. Per contattarli, i “pirati” informatici hanno lasciato istruzioni nei server.
A cura di Enrico Spaccini
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Il Pronto Soccorso dell'ospedale Fatebenfratelli
Il Pronto Soccorso dell'ospedale Fatebenfratelli

Cartelle cliniche criptate, esami ed ecografie rimandate. Nei pronto soccorso degli ospedali Fatebenefratelli, Sacco, Buzzi e Macedonio Melloni è ancora tutto bloccato, così come anche nelle altri 33 sedi territoriali dell'Azienda socio sanitaria territoriale. Il sito è ancora irraggiungibile dalla notte tra il 30 aprile e il 1° maggio. L'unica novità riguarda l'attacco stesso. Confermato che si tratti di un "ransomware", voci di corridoio parlano di una richiesta di riscatto pari a 1,8 milioni di euro. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha dichiarato: "Noi non abbiamo pagato e non abbiamo nessuna intenzione di pagare alcunché".

Attacco proveniente dall'estero

"Pare che la polizia abbia aperto una mail e dentro ci fosse una richiesta di riscatto", ha detto il presidente. A riportare le indiscrezioni sulla cifra è Repubblica. Quello che è certo, però, è che gli hacker hanno lasciato nei server del sistema di gestione degli ospedali le istruzioni per essere ricontattati. Sul caso stanno indagando la polizia postale e l'Agenzia nazionale cybersicurezza, i quali ipotizzano che l'attacco provenga dall'estero. Inoltre, i tecnici del Centro elaborazione dati dell'ospedale sta provando a recuperare dai backup tutti i dati bloccati dal virus. Una procedura lunga, che richiede alcuni giorni di lavoro. Al momento, da Palazzo Lombardia dichiarano che "non si ha alcuna evidenza dell'avvenuta sottrazione di dati personali".

I disagi negli altri ospedali

Nel frattempo, proseguono le visite anche se a un ritmo molto più lento del normale. Ogni modulo va compilato a mano e le cartelle cliniche dei pazienti non sono accessibili. L'attacco ha riguardato solo l'Asst Fatebenefratelli-Sacco, ma sta creando disagi a tutta la sanità regionale. La maggior parte dei pazienti, infatti, viene dirottata nelle altre strutture ospedaliere creando ulteriori rallentamenti. Dal Fatebenefratelli e dal Sacco assicurano che "l'accesso ai pazienti autopresentatisi e gli accessi in area ostetrica sono stati garantiti regolarmente", così come nessuno stop è previsto per le sale operatorie. "I sistemi stanno ripartendo e in giornata dovrebbero riuscire a tornare operativi almeno su una parte delle attività, come Pronto soccorso e Cup", ha dichiarato Attilio Fontana.

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