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Arianna Zardi, dopo 22 anni si cercano i ragazzi che la videro viva per ultimi: uno di loro era stato indagato

Gli inquirenti stanno rintracciando i due ragazzi che, tra settembre e ottobre 2001, videro per ultimi Arianna Zardi viva. Entrambi, una volta trovati, saranno ascoltati.
A cura di Ilaria Quattrone
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Dopo 22 anni è stata riaccesa l'attenzione sul caso di Arianna Zardi, la ragazza di 25 anni che è morta tra settembre e ottobre 2001. La giovane è scomparsa il 30 settembre e il suo corpo è stato trovato il 2 ottobre. Sulla base di quanto riportato dal quotidiano Il Corriere della Sera, le ultime persone che l'hanno vista sono stati due minorenni. Uno di loro ha lasciato l'Italia e adesso vive all'estero.

Il tribunale ha chiesto nuove indagini per Arianna Zardi

Nei giorni scorsi, il giudice per le indagini preliminari di Cremona Pierpaolo Beluzzi ha respinto la richiesta di archiviazione che era stata presentata dalla Procura. Ha quindi richiesto nuove indagini. Subito dopo la riesumazione del cadavere, era stato escluso che la 25enne – che lavorava e studiava teologia a Brescia – si fosse suicidata. La sorella Sara, come ha precisato in un'intervista a Fanpage.it, ha rinnovato il suo appello: "Chiunque sappia, si faccia avanti".

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Tutti i dubbi sulla morte di Arianna Zardi

Sono tanti i nodi da sciogliere. Diversi gli elementi che lasciano pensare che qualcuno possa essere responsabile o quanto meno abbia assistito alla morte di Arianna. Tra questi, la posizione del corpo: la 25enne è stata trovata supina, sul fondo di un canale d'irrigazione e sotto a un ponte, ma distante dal possibile punto di caduta. Considerate le numerose fratture riportate, tra i quali anche al bacino, è difficile pensare che possa essersi rialzata e poi spostata.

Sui jeans sono stati trovati segni di pneumatici e sono state rilevate tracce di sangue sulla borsa. Inoltre sugli slip e sui jeans erano state trovate tracce di dna maschile.

Il ragazzo di 17 anni arrestato per omicidio e poi rilasciato

Corsera aveva trovato un documento del Tribunale per i minori di Brescia dove era emerso che un ragazzo di 17 anni era stato arrestato con l'accusa di omicidio a scopo di rapina. Il giovane era stato rimesso in libertà. Gli atti, riporta il quotidiano, "appaiono seriamente compromessi da indagini condotte inspiegabilmente dalla Procura di Cremona, che pure procedeva contro un minorenne, e in modo estremamente lacunoso sotto ogni profilo".

Si tratterebbe di lacune tali da consentire in otto mesi all'indagato di avere "tutto il tempo per inquinare eventuali prove e concordare con gli amici versioni di comodo". Tutti quanti saranno rintracciati e ascoltati nuovamente.

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