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Ucciso a Rogoredo da un poliziotto

Achille Serra: “L’omicidio di Rogoredo doveva essere evitato, condanno i colleghi di Cinturrino. Che poliziotti siete?”

Achille Serra, già vice capo della polizia, commenta a Fanpage.it il caso di Carmelo Cinturrino: “Condanno i suoi colleghi, dovevano arrestarlo e prevenire quest’omicidio”.
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"L'omicidio di Abderrahim Mansouri doveva essere evitato, i colleghi di Carmelo Cinturrino sapevano che ricattava i tossicodipendenti e gli spacciatori? Allora dovevano arrestarlo immediatamente", arriva dura la condanna di Achille Serra, già questore di Milano, prefetto di Roma e vice capo della Polizia, nei confronti dei colleghi dell'assistente capo del commissariato Mecenate arrestato con l'accusa di omicidio volontario. A Fanpage.it il poliziotto simbolo della lotte alla mala milanese dice: "Condanno questa forma di solidarietà e la scusa che avevano paura di lui non regge. Che poliziotti sono se hanno paura?".

C'è stato il caso dell'assistente di Polizia Cinturrino a Milano, c'è stato il caso dei poliziotti arrestati per spaccio a Roma e dei 21 fra poliziotti e carabinieri denunciati per furto aggravato sempre a Roma. Poi ancora dei quattro carabinieri indagati per tentata estorsione a Genova. C'è qualcosa che non funziona nel sistema di autocontrollo interno alle forze dell'ordine?

Guai a fare di tutta un'erba un fascio: come ho detto più volte, le forze dell'ordine sono circa 350.000, quanti i cittadini di Firenze. Lei pensa che non ci siano delinquenti in una città come Firenze? È quasi fisiologico. Questi personaggi vanno identificati, isolati, condannati, anche con grande severità. Questa è la mia famiglia e sono molto fiducioso: oggi ci sono un capo della polizia e un comandante dei Carabinieri molto validi e un prefetto come ministro dell'Interno. Sono sicuro che questi tre personaggi riusciranno a creare gli anticorpi giusti. È necessario ampliare il servizio di ispettorato e prevedere un controllo ancora maggiore. Ma le assicuro, avendo fatto il poliziotto per 40 anni, che è estremamente difficile.

Ma non dovrebbe esserci un controllo gerarchico sull'operato dei sottoposti anche in questo senso?

Certo, un controllo maggiore è necessario, indispensabile, però mi creda è estremamente difficile. Questi poliziotti erano considerati validi. Condanno, invece, da ex vice capo della Polizia, gli altri agenti che erano con Cinturrino: avrebbero dovuto arrestarlo immediatamente. Ma dico di più: si doveva prevenire questo omicidio, loro sapevano che il loro collega ricattava i tossicodipendenti e gli spacciatori. Dovevano arrestarlo immediatamente. Condanno questa forma di solidarietà e la scusa che avevano paura di lui non regge. Che poliziotti sono se hanno paura? Mi metto invece nei panni del dirigente del commissariato che vede che c'è una pattuglia che va a fare antidroga, come fa a pensare che quello è un assassino? Ripeto, un controllo maggiore è necessario, lo auspico, ma deve essere anche fra colleghi.

Lei è stato in Polizia per 40 anni. La situazione delle cosiddette mele marce è migliorata o è peggiorata?

Credo che sia identica a prima. Quando dirigevo le volanti di Milano, e le assicuro che controllavo, c'era uno che faceva il killer per Epaminonda (un boss della mala milanese, ndr). Una volta individuata, la cosa bella è che poi è lo stesso organismo dentro al quale si nascondono queste mele marce che pone fine alla loro attività criminale. Questa è una cosa positiva e va sottolineata. Ora mi auguro che ci sia una condanna severa per Cinturrino e gli altri e che possa essere anche di esempio, anche se le condanne non devono essere un esempio, però in questo caso lo auspico, per tutte le altre mele marce che – è inutile illuderci – ci sono.

Crede che una linea politica che tende a proteggere molto le forze dell'ordine possa in qualche modo incentivare anche questi comportamenti criminali mele marce?

Fatti analoghi sono successi con altri governi e non credo c'entrino niente. Quello che è deleterio è la diatriba politica tra maggioranza e opposizione. Sicuramente bisognerebbe che il politico non parli un minuto dopo che succedono i fatti, ma che aspetti prima valutare bene i fatti. Nel caso di Rogoredo, ci sono stati commenti immediati sicuramente troppo affrettati. Però non penso che né un governo di sinistra né un governo di destra possano in qualche modo proteggere dei delinquenti di questo genere.

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