"Con la morte di Totò Riina è finito il delirio di onnipotenza del capo dei capi di Cosa nostra, ma la mafia non è stata sconfitta e quindi non bisogna abbassare la guardia". Sono le parole pronunciate da monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, alla morte, stanotte, del boss mafioso. "Il compito della Chiesa – ha aggiunto – è quello di educare le coscienze alla giustizia e alla legalità e di contrastare la mentalità mafiosa. Ancora non ho informazioni se e quando la salma di Riina sarà trasferita a Corleone. Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero".

Quando il Papa disse: "I mafiosi sono scomunicati"

Non ci sarà dunque nessun funerale pubblico per il capo di Cosa Nostra e ciò non deve suscitare stupore. Monsignor Pennisi, vescovo di Monreale – la diocesi di Corleone – da anni sta negando l'ultimo saluto con rito cattolico ai mafiosi. Non solo, il religioso sta impedendo loro la possibilità di fare da padrini di battesimi o cresime. Lo stesso vescovo, quando si era parlato del diritto ad una morte dignitosa del Capo di Cosa Nostra, era stato netto: "Ogni persona ne ha diritto. Ma uno che ha commesso tanti crimini ed è un simbolo della mafia può essere curato e avere una morte dignitosa in carcere o in una struttura collegata. Mandarlo ai domiciliari, a Corleone, sarebbe un cattivo segnale dello Stato". Nelle parole di Pennisi si possono ritrovare concetti espressi il 21 giugno 2014 Francesco durante una messa nella Piana di Sibari: "I mafiosi che adorano il male sono sco-mu-ni-cati", aveva scandito solennemente il Pontefice.

La Chiesa Cattolica, dunque, non autorizzerà un rito funebre in pubblico per Totò Riina. Ciò nonostante la salma del boss potrà essere accompagnata da un frate o un parroco che, con estrema discrezione, potranno dire una preghiera. Le esequie non saranno pubbliche: "Si confonderebbero le coscienze. La Chiesa non può e non deve smentire l’opera educativa che sta portando avanti contro la mafia", ha spiegato sempre monsignor Pennisi.

Saranno i parenti di Riina a decidere, quando verrà loro restituita la salma, quando e dove seppellirlo. Ieri il ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva firmato l’autorizzazione per la moglie e i figli del capo di Cosa Nostra a recarsi nella struttura penitenziaria protetta di Parma nella quale era ricoverato ed è entrato in coma dopo gli ultimi interventi subiti. I familiari del boss tuttavia non sono riusciti a raggiungere in tempo il loro congiunto.