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26 Giugno 2026
12:44

Un video su YouTube a cui nessuno credeva dimostra per la prima volta l’esistenza del gatto delle sabbie in Libia

Un video pubblicato su YouTube anni fa ha fornito la prima prova della presenza del gatto delle sabbie in Libia. Ci sono però voluti anni di ricerche per confermare la scoperta. Quando venne pubblicato nessuno credeva fosse stato girato davvero in Libia.

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Quando il video del gatto delle sabbie (Felis margarita) venne pubblicato nel 2017, nessuno credeva davvero fosse stato girato in Libia

A volte bastano appena 18 secondi di video per cambiare ciò che si conosce di una specie. È quello che è accaduto in Libia, dove un breve filmato pubblicato su YouTube dal fotografo naturalista Mohammed Almuntasir ha fornito la prima prova certa della presenza del gatto delle sabbie (Felis margarita) nel Paese.

Quando Almuntasir pubblicò per la prima volta il video nel 2017, però, in pochi gli credettero. Le immagini mostravano chiaramente un piccolo felino color sabbia mentre scavava una buca tra le dune del deserto nel sud-ovest della Libia. Molti, tuttavia, pensarono che il filmato fosse stato girato altrove, ma il fotografo continuò a sostenere che quel felino viveva davvero nella regione a poche decine di chilometri dalla città di Zintan.

Ora, quasi dieci anni dopo, nuove ricerche gli danno finalmente ragione. Il suo video è infatti diventato il punto di partenza di uno studio pubblicato recentemente sul Journal of Arid Environments che conferma la presenza della specie e suggerisce che il sud-ovest della Libia possa rappresentare uno dei principali rifugi ancora sconosciuti per questo "fantasma" del deserto.

Il gatto delle sabbie, un "fantasma" del deserto

Il gatto delle sabbie è l'unico felino completamente adattato alla vita nei deserti più aridi del pianeta. Ha dimensioni simili a quelle di un gatto domestico, un mantello color sabbia che lo rende quasi invisibile tra dune e rocce e zampe ricoperte di pelo, una caratteristica che lo protegge dal terreno rovente. Vive nel deserto del Sahara, in quello arabico e e in alcune regioni desertiche di Iran e Pakistan.

Proprio la sua eccezionale capacità di camuffarsi negli ambienti aridi gli è valsa anche il soprannome di "fantasma del deserto". Per questo motivo osservarlo in natura è estremamente difficile e, fino a oggi, in Libia mancavano prove certe della sua presenza.

Il gatto delle sabbie svolge inoltre un ruolo ecologico importante nelle dinamiche di questi ecosistemi. Si nutre soprattutto di roditori, ma anche di serpenti velenosi e scorpioni, contribuendo a mantenere sotto controllo le popolazioni di questi animali e a preservare il fragile equilibrio della vita nel deserto.

La conferma dopo otto anni di ricerche

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Dopo otto anni di faticose ricerca, gli scienziati hanno confermato la presenza della specie in Libia

Dopo aver visto il filmato, lo zoologo Firas Hayder ha contattato Almuntasir proponendogli di collaborare. Per circa otto anni i due hanno lavorato insieme per raccogliere dati sul campo, documentando gli avvistamenti con fotografie, video e coordinate GPS e raccogliendo anche le testimonianze delle comunità tuareg, profonde conoscitrici del territorio. L'area di studio è infatti una delle meno esplorate del Nord Africa.

Mancano aree protette, reti di fototrappole e gruppi di ricerca che lavorano costantemente in questi territori. Inoltre, la presenza di reti di contrabbando lungo i confini con Algeria, Niger e Ciad rende il lavoro dei ricercatori particolarmente rischioso. In un'occasione, infatti, Almuntasir ha raccontato al Guardian che il gruppo è stato persino costretto a interrompere una spedizione dopo essere finito sotto il fuoco di uomini armati.

Non solo gatto delle sabbie: un deserto ricco di biodiversità

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Gli scienziati hanno documentato anche la presenza di numerose altre specie, tra cui la puzzola striata del Sahara (Poecilictis libyca). Immagine da Hayder et al., 2026

I risultati dello studio, oltre a confermare la presenza della specie in Libia, indicano che il gatto delle sabbie potrebbe essere molto più diffuso di quanto si possa pensare. Il Sahara libico ospita infatti numerose specie adattate agli ambienti desertici, tra cui anche il ghepardo del Nord Africa (Acinonyx jubatus hecki), la gazzella dama (Nanger dama) e il gerbillo delle sabbie (Gerbillus syrticus), tutte considerate seriamente minacciate di estinzione.

Gli scienziati hanno anche "allargato" l'areale conosciuto della puzzola striata del Sahara (Poecilictis libyca), avvistata in località precedentemente sconosciute, ma hanno documentato anche numerose minacce. Nei mercati locali vengono venduti gatti delle sabbie catturati e tenuti come animali da compagnia, mentre invece le puzzole vengono utilizzate nella medicina tradizionale.

Secondo i ricercatori, conoscere meglio la distribuzione di questa specie è perciò il primo passo per proteggerla. La speranza ora è che questa scoperta contribuisca a valorizzare la biodiversità del Sahara libico, attirare maggiore attenzione e a coinvolgere sempre di più le comunità locali nella conservazione di uno degli animali più sfuggenti del deserto.

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