
Un giovane grifone africano dotato di GPS ha attraversato lo stretto di Gibilterra ed è arrivato in Spagna. Non è solo un evento raro, ma anche un segnale importante per capire come si muovono alcune delle specie più minacciate del pianeta e quali rischi affrontano lungo il loro percorso. Il grifone africano (Gyps africanus) è uno dei grandi avvoltoi presenti in Africa ed è molto simile al "nostro" grifone euroasiatico. Tuttavia, oggi è una specie "In pericolo critico (CR)" di estinzione, cioè a un passo dallo scomparire definitivamente.
Il giovane avvoltoio è stato catturato e poi liberato per motivi di studio in Marocco, nell'ambito di un progetto di conservazione coordinato dalla Vulture Conservation Foundation insieme al centro di recupero di Jbel Moussa e ad altre associazioni locali. Prima del rilascio, l'animale è stato però dotato di un piccolo trasmettitore GPS, un dispositivo leggero fissato sul dorso che invia segnali sulla sua posizione. Questi dati permettono così ai ricercatori di sapere dove si trova l'animale, come si sposta e quali rotte segue.

Grazie a questo dispositivo, si è scoperto che uno dei giovani grifoni "taggati" ha attraversato lo stretto di Gibilterra ed è arrivato in Spagna, seguendo una rotta già percorsa da altre specie simili, come il grifone di Rüppell (Gyps rueppelli), un altro avvoltoio africano in serio pericolo di estinzione. Fino a poco tempo fa, la presenza del grifone africano nel Maghreb e nel sud dell'Europa era considerata del tutto eccezionale. La prima osservazione in Marocco risale infatti solo al 2014, quando un individuo venne osservato insieme ad altri avvoltoi.
La specie è infatti maggiormente diffusa nell'Africa sub-sahariana e meridionale, ma negli ultimi anni piccoli gruppi di giovani individui hanno iniziato a comparire con una certa regolarità anche in Nord Africa. Si tratta soprattutto di giovani, spesso al secondo o terzo anno di vita, probabilmente in dispersione, ovvero una fase giovanile in cui gli individui non ancora maturi sessualmente si allontanano dall'area di nascita alla ricerca di nuovi territori.
La popolazione di grifoni africani è a rischio: le cause del crollo
Questo dato è molto importante anche per lo status di conservazione allarmante di questa specie. Le popolazioni di grifone africano – come accaduto a quasi tutti gli avvoltoi in giro per il mondo – sono crollate negli ultimi decenni, con un declino stimato tra il 63% e l'89% in appena tre generazioni. Le cause sono diverse, ma una delle principali è l'avvelenamento, spesso intenzionale. In molti casi l'obiettivo è colpire predatori considerati "problematici" come i leoni, ma le esche avvelenate finiscono per uccidere anche gli avvoltoi che se ne nutrono.

A questo si aggiungono tante altre minacce: la perdita di habitat, la diminuzione dei grandi erbivori (che forniscono cibo una volta morti), le collisioni con infrastrutture elettriche ed eoliche e il bracconaggio legato a pratiche tradizionali. Si tratta purtroppo di un problema che riguarda praticamente tutti gli avvoltoi in giro per il mondo, per questo sono stati avviati numerosi progetti di reintroduzione soprattuto in Europa, come quelli che hanno riportato il grifone eurosiatico in Italia, il gipeto sulle Alpi e l'avvoltoio monaco in diversi paesi.
Sapere dove volano gli avvoltoi permette anche di individuare le aree di maggior rischio, le rotte migratorie e i possibili punti di conflitto con le attività umane. In questo caso, infatti, l'avvoltoio monitorato è stato osservato mentre volava vicino a un parco eolico, una delle minacce principali per i grandi rapaci e gli altri uccelli veleggiatori. La speranza dei ricercatori è che non finisca vittima delle turbine e che il viaggio di questo giovane grifone non resti un episodio isolato, ma diventi parte di un'espansione ancora possibile per gli avvoltoi tra Africa ed Europa.