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24 Giugno 2026
16:59

Tumori nei gatti: secondo uno studio i meticci sono più a rischio rispetto ai gatti di razza

Una ricerca a cura dell’Università di Pisa pubblicata su Scientific Reports analizza i fattori di rischio oncologici per i gatti: l'età resta al primo posto, in aumento i tumori legati all’esposizione solare e la sterilizzazione non sembra ridurre la possibilità di contrarre un tumore, a parte per alcune tipologie.

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Il cancro rappresenta un grave problema di salute sia per gli esseri umani che per gli animali, con milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno in tutto il mondo. Uno studio, coordinato dal gruppo di ricerca di Diagnostica istopatologica del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa e pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha analizzato 5289 tumori diagnosticati tra il 2008 ed il 2023 in oltre 5 mila gatti provenienti principalmente da Toscana, Lazio e Liguria, arrivando a scoprire che i meticci presentano un rischio maggiore di sviluppare neoplasie maligne rispetto ai gatti di razza.

Tra gli animali da compagnia, i gatti sono una delle specie più popolari a livello globale, con circa 600 milioni di esemplari – tra animali domestici, randagi e selvatici – distribuiti in tutti i continenti ad eccezione dell'Antartide. "Queste cifre – spiegano gli esperti nel paper – collocano il gatto tra i mammiferi terrestri più comuni. La loro popolarità come animali da compagnia è aumentata costantemente negli ultimi decenni: in Europa si stima che i gatti siano quasi 130 milioni, di cui oltre 10 milioni nella sola Italia".

Partendo da questo presupposto e da questi numeri, i ricercatori hanno osservato che l’età è il principale fattore di rischio: la probabilità di una diagnosi di tumore maligno aumenta infatti dell’8% per ogni anno di vita. Le femmine ricevono più frequentemente una diagnosi di malignità rispetto ai maschi. La sterilizzazione invece non sembra ridurre nel complesso questa probabilità, anche se dai dati emerge che i gatti sterilizzati sviluppano meno frequentemente alcuni tipi di tumore, in particolare gli adenocarcinomi, che comprendono molte neoplasie della mammella.

Il risultato più sorprendente, però, è proprio quello delle differenze riscontrate nello sviluppo dei tumori tra i meticci osservati e i felini di razza. Contrariamente a quanto osservato in molte altre specie animali, nei gatti di razza la probabilità di una diagnosi di tumore maligno è quasi dimezzata rispetto ai gatti comuni a pelo corto o lungo, che rappresentano la grande maggioranza della popolazione felina domestica. "Si tratta di un risultato particolarmente interessante perché va nella direzione opposta rispetto a quanto generalmente osservato nei cani – ha commentato la dottoressa Francesca Parisi dell’Università di Pisa – La maggiore diversità genetica presente in molte razze feline rispetto a quelle canine potrebbe contribuire a spiegare questo fenomeno. I nostri dati suggeriscono inoltre che nei gatti fattori ambientali e agenti esterni possano avere un ruolo importante nello sviluppo dei tumori".

Lo studio ha anche evidenziato un aumento costante dei carcinomi squamocellulari, una forma tumorale che colpisce soprattutto la pelle della testa e delle orecchie, le aree maggiormente esposte alla luce solare. Secondo i ricercatori, questo andamento potrebbe essere collegato all'esposizione ai raggi ultravioletti, considerata uno dei principali fattori coinvolti nello sviluppo di questo tipo di tumore. Un fenomeno che richiama quanto osservato anche nell'uomo e che rafforza il valore degli animali da compagnia come sentinelle degli effetti dell'ambiente sulla salute.

"Dal punto di vista clinico, la specie presenta ulteriori sfide – precisano gli esperti nello studio – poiché i gatti spesso nascondono le malattie e tendono a mostrare segni clinici non specifici. Di conseguenza, le neoplasie vengono frequentemente diagnosticate in fase avanzata, quando le opzioni terapeutiche sono limitate e la prognosi è sfavorevole. Questa combinazione di predisposizione biologica e presentazione clinica evidenzia la necessità di una più approfondita comprensione epidemiologica del cancro felino".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it/kodami sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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