
Sul tetto del Grattacielo Pirelli a Milano, a circa 125 metri d'altezza, i falchi pellegrini Giò e Giulia continuano a prendersi cura dei loro quattro pulli. La coppia nidifica qui ogni anno dal lontano 2014 e nel frattempo, grazie alle webcam installate sul Pirellone dalla Regione Lombardia, è diventata una star del web. Da oggi, però, conosciamo anche il sesso dei nuovi nati: tre maschi e una femmina. I quattro piccoli sono stati infatti sottoposti a una procedura consueta e fondamentale per il loro monitoraggio: l'inanellamento.
Si tratta di una pratica scientifica utilizzata da decenni in ornitologia e che consiste nell'applicare un piccolo anello metallico alla zampa di ogni animale. L'anello è leggero e progettato per non interferire con la crescita o il comportamento dei falchi, ma riporta un codice alfanumerico unico che permette di identificarli nel tempo, qualora dovessero essere avvistati in futuro.
Come si sono svolte le operazioni di inanellamento dei falchi sul Pirellone
Le operazioni, condotte come ogni anno dal Gruppo Ornitologico Lombardo, si sono svolte senza difficoltà. Durante l'intervento gli esperti hanno anche pesato i pulli e valutato alcuni parametri biometrici utili per stimarne lo stato di salute e lo sviluppo. Proprio grazie a queste misurazioni è stato possibile stabilire il sesso, poiché esternamente non ci sono differenze evidenti tra maschi e femmine.
I dati raccolti vengono inoltre trasmessi all'ISPRA, che coordina tutte le attività di inanellamento in Italia e li inserisce in una rete internazionale, il database EURING, utilizzato per studiare gli spostamenti degli uccelli in tutta Europa e non solo. Se uno di questi falchi dovesse essere osservato o recuperato in futuro, quel codice permetterà di ricostruirne la sua storia: da dove è partito, quanto ha viaggiato e in quali condizioni si trova.
Presto il contest per scegliere il nome dei falchetti

Secondo gli ornitologi coinvolti, tra cui Giovanni Gottardi e Guido Romagnoli, i giovani falchi dovranno aspettare ancora circa tre settimane prima di compiere il passo più importante: il loro primo volo. È una fase molto delicata, in cui imparano a usare le ali e a coordinarsi, spesso sotto lo sguardo attento dei genitori.
Quest'anno, alle operazioni di inanellamento hanno assistito anche due Carabinieri specializzati in attività anti-bracconaggio, a testimonianza di quanto il controllo e la tutela della fauna selvatica siano sempre più integrati tra ricerca scientifica e Forze dell'Ordine.
Nel frattempo, cresce l’attesa per un altro appuntamento fisso che coinvolge direttamente il pubblico. Come ormai da tradizione, la Regione lancerà a breve un contest aperto a tutti per scegliere i nomi dei quattro falchetti. Dopo una prima selezione, sarà la votazione a decretare quelli definitivi. Un modo semplice, ma efficace, per avvicinare le persone alla fauna urbana e ricordare che, anche nelle grandi città, la biodiversità è viva e ancora presente.