
Un coccodrillo lungo oltre quattro metri è stato abbattuto lungo il fiume Crocodile River, nei pressi della città di Komatipoort, in Sudafrica. All'interno del suo stomaco sono stati trovati resti umani che, secondo la polizia, potrebbero appartenere a Gabriel Batista, 59 anni, proprietario di un albergo scomparso il 27 aprile 2026.
L'uomo era sparito dopo che la sua auto era rimasta bloccata su un ponte durante una piena del fiume. In queste condizioni, la forza della corrente può trascinare facilmente una persona in acqua, esponendola a un ambiente estremamente pericoloso, soprattutto in aree dove vivono grandi predatori come i coccodrilli del Nilo.

Durante l'autopsia del rettile gli esperti hanno trovato non solo resti umani, ma anche sei paia di scarpe spaiate. Un dettaglio che fa ipotizzare che il coccodrillo possa aver attaccato più persone nel tempo, anche se al momento non ci sono conferme. Le indagini sono in corso: i resti recuperati dall'intestino dell'animale saranno sottoposti ad analisi del DNA. Solo gli esami genetici potranno confermare con certezza l'identità della vittima.
L'operazione per recuperare il corpo del coccodrillo è stata complessa e rischiosa. In un video diffuso dalla polizia sudafricana, si vede un agente calato da un elicottero tramite una fune, mentre si trova sopra il fiume piuttosto noto per la presenza di coccodrilli. L'animale, già abbattuto per motivi di sicurezza, è stato legato e poi sollevato in volo per consentire agli investigatori di lavorare in condizioni più sicure.
Nel comunicato ufficiale, la polizia ha spiegato che l'operazione è stata condotta in condizioni "estremamente pericolose e complesse". Il capitano coinvolto, Potgieter, è stato elogiato per il suo coraggio: è stato calato direttamente nel fiume pieno da coccodrilli per assicurare il corpo dell'animale con una corda. Le autorità hanno sottolineato che il recupero dei resti è un passaggio fondamentale per chiarire la sorte della persona scomparsa e solo abbattendo l'animale è possibile stabilirle con certezza.

I coccodrilli del Nilo (Crocodylus niloticus), diffusi in molte aree dell'Africa subsahariana, sono predatori opportunisti e si nutrono di tutto ciò che riescono a catturare, dai pesci ai grandi mammiferi. Possono crescere anche fino a sei metri di lunghezza in casi eccezionali e gli attacchi agli esseri umani sono rari, ma ben documentati. Avvengono soprattutto lungo i fiumi, dove le persone entrano in contatto con l'acqua per lavoro o necessità.
Ogni anno, in tutta l'Africa, ci sono centinaia di vittime, con cifre che variano tra le 300 e le 1.000 morti a seconda delle stime, numeri che spesso superano quelli segnalati per i leoni o per gli ippopotami, tra gli animali africani considerati più pericolosi.