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4 Maggio 2026
17:30

Paramacrobiotus mariettae, l’orsetto d’acqua “fantasma”: scoperta una nuova specie di Tardigrado a Giannutri

Scoperta a Giannutri una nuova specie di tardigrado che è stata chiamata Paramacrobiotus mariettae, in onore di Marietta Moschini, una donna di cui si narra il fantasma sia ancora sull'isola d'Elba. Identificato da tre ricercatori italiani, il microrganismo vive in muschi e licheni.

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Tardigrado (foto d’archivio)

Ha il nome di un "fantasma", è quasi immortale ed è italianissimo: a Giannutri, sull'Isola d'Elba, è stata scoperta una nuova specie di tardigrado e il suo nome è in onore di una donna molto nota cui è legata un'affascinante leggenda.

Uno studio su The European Zoological Journal appena pubblicato ha reso nota la scoperta di Paramacrobiotus mariettae, un tardigrado endemico appunto il cui nome è dedicato Marietta Moschini, una donna vissuta a cavallo del secolo scorso, morta nel 1927 e di cui si narra che la sua anima vaghi ancora sull'isola.

La leggenda di Marietta e il suo simbolismo sono sembrati ai tre ricercatori che hanno scoperto l'orsetto d'acqua perfetti per esaltarne le caratteristiche. La donna fuggì all'Elba seguendo il suo grande amore, un garibaldino di nome Gualtiero Adami, scappando dalle regole imposte dalla società da cui proveniva e, in particolare, dalla sua famiglia dell'altra borghesia di Firenze. La coppia rimase insieme per tutta la vita, scegliendosi ogni giorno su un'isola che avevano eletto come casa e dopo la morte di Gualtiero, Marietta rimase nello stesso luogo dove morì nel 1927 all'età di 84 anni.

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Paramacrobiotus mariettae (immagine tratta dallo studio ufficiale)

Gli elbani la ricordano attraverso il racconto del suo fantasma, ovvero secondo una storia fantasiosa che vuole che Marietta non abbia mai realmente lasciato l'isola e così ora il plantigrado nella sua nomenclatura la ricorda e allo stesso tempo vuole essere rappresentato dagli esperti come simbolo di resilienza, forza e imperitura vita, visto che una delle caratteristiche principali di questi organismi è proprio l'estrema resistenza.

Paramacrobiotus mariettae è stato scoperto da tre ricercatori italiani: Adele Bordoni, Anna Beretta e Daniele Stec. Gli scienziati hanno analizzato la flora e la fauna dell'isola grazie ad un progetto per la conservazione delle api selvatiche promosso dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e dal dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze. Come spiegano a Elbareport: "L’interesse si è esteso in modo esplorativo anche verso i microrganismi, per indagare se l’introduzione regolare di un apiario sull’isola potesse avere avuto su di loro qualche effetto. Muschi e Licheni rappresentano una nicchia ecologica per molte specie, sono stati perciò raccolti alcuni campioni e il materiale è stato inviato in studio al Laboratorio di Matteo Vecchi così da capire quali tardigradi abitassero l’isola".

Le isole toscane, situate tra la penisola italiana e la Corsica, come sottolineano gli stessi ricercatori nel loro paper "costituiscono un arcipelago ad alta biodiversità e rappresentano un laboratorio a cielo aperto unico per lo studio della biologia insulare. Sebbene numerose specie vegetali e animali siano state tradizionalmente studiate in questo sistema, non si hanno quasi segnalazioni di tardigradi".

Eppure loro sono stati capaci di trovarne e di scovarne uno ancora non noto: "Questa nuova specie rappresenta anche il primo taxon di Paramacrobiotus descritto con artigli allungati, una caratteristica solitamente associata a specie completamente acquatiche o nivali. Questo studio dimostra come, anche con uno sforzo di campionamento molto limitato, la fauna di tardigradi dell'arcipelago toscano possa rivelare scoperte inaspettate e sollecita un'esplorazione più approfondita".

I tardigradi sono un Phylum di piccoli invertebrati, che si possono trovare in ambienti terrestri, marini e lacustri. La loro caratteristica principale è la straordinaria capacità di sopravvivere in condizioni estreme. Sono conosciuti anche come "orsetti d’acqua", in inglese water bears, e ciò dipende dal fatto che a descriverli la prima volta fu lo zoologo Johann August Ephraim Goeze, nel 1773, il quale decise di chiamarli Kleiner Wasserbär, ovvero "piccolo orso acquatico" in tedesco.

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