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20 Aprile 2026
13:09

In Arizona scoperta la prima formica “pulitrice”: fa grooming su un’altra specie come i pesci pulitori

In Arizona scoperta una formica “pulitrice” che fa grooming su un altra specie più grande: un comportamento mai osservato prima che ricorda quello dei pesci pulitori che rimuovono pelle morte e parassiti da altri pesci. Appartiene al genere Dorymyrmex e non è stata ancora descritta formalmente.

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Piccole formiche del genere Dorymyrmex puliscono una grossa formica mietitrice (Pogonomyrmex barbatus). Foto di Mark Moffett

Nel deserto del sud-est dell'Arizona, negli Stati Uniti, è stata appena scoperta una nuova forma di cooperazione tra due specie diverse di formiche. Fuori dai formicai di una piccola formica ancora non descritta del genere Dorymyrmex, spesso arrivano formiche molto più grandi, le cosiddette mietitrici rosse (Pogonomyrmex barbatus). Restano immobili, con le mandibole aperte, in una posizione che le renderebbe vulnerabili a un attacco. E invece accade l'esatto opposto.

Le formiche più piccole salgono sul corpo di quelle più grandi e iniziano a "leccarle" e "pizzicarle" delicatamente, passando su zampe, torace e persino all'interno delle mandibole. Non è un'aggressione, ma un comportamento di pulizia simile a quello dei cosiddetti pesci pulitori: si tratta però del primo caso documentato in cui una specie di formica fa grooming – cioè pulizia del corpo – su un'altra specie.

La scoperta è stata descritta recentemente in una nota pubblicata sulla rivista Ecology and Evolution dall'entomologo Mark Moffett, ricercatore dello Smithsonian National Museum of Natural History.

Una scoperta nata per caso, sorseggiando un caffè

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Moffett ha osservato per la prima volta questo comportamento per puro caso, mentre si trovava in Arizona. Foto di Mark Moffett

Moffett ha osservato per la prima volta questo comportamento durante una visita alle montagne Chiricahua, sempre in Arizona. Una mattina, mentre sorseggiava un caffè, ha notato qualcosa di insolito: alcune formiche mietitrici, normalmente molto attive e frenetiche, erano ferme fuori dai formicai delle formiche più piccole.

Avvicinandosi e osservando meglio con la fotocamera, ha poi capito cosa stava accadendo: le formiche più piccole si erano ammassate sui corpi die quelle più grandi ed erano impegnate impegnate in quella che sembrava una vera e propria "sessione di pulizie".

In un primo momento, lo stesso Moffet aveva pensato a un attacco, cosa che nel mondo delle formiche accade frequentemente sia all'interno della stessa specie che tra formiche diverse. Ma osservando meglio, il comportamento raccontava tutta un'altra storia: erano le formiche grandi ad avvicinarsi volontariamente ai nidi delle piccole, come se cercassero attivamente quel contatto.

Come funziona il "servizio di pulizia"

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Le grosse formiche mietitrici si posizionano fuori ai formicai, mentre le formiche più piccole salgono sui loro corpi per effettuare grooming e pulizia da detriti e corpi estranei. Foto di Mark Moffett

Il processo segue uno schema abbastanza lineare. Una formica mietitrice si avvicina all'ingresso di un formicaio di Dorymyrmex, si ferma e solleva il corpo, tenendo le mandibole aperte. Dopo pochi secondi, una o più formiche più piccole emergono e iniziano a salire sul suo corpo.

A quel punto comincia il grooming: le formiche piccole usano il loro apparato boccale – mandibole e strutture simili a una lingua – per "leccare" e rimuovere particelle estranee dalla superficie della formica più grande. In alcuni casi, fino a cinque individui diversi "lavorano" contemporaneamente sulla stessa formica mietitrice.

Queste "sedute" di pulizia possono durare da pochi secondi a oltre cinque minuti. Durante tutto il processo, la formica grande resta completamente immobile e non mostra segni di aggressività. Quando poi la pulizia termina, si allontana, a volte scrollando via le piccole con movimenti bruschi.

Un comportamento cooperativo mai visto prima

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È un comportamento simile a quello dei pesci pulitori che rimuovono pelle morte e parassiti da altri pesci più grandi

Le formiche sono già note per prendersi cura dei propri simili: difendono le sorelle, si "autodenunciano" quando sono malate per proteggere la colonia e possono persino amputare e "curare" la compagne ferite. Ci riescono anche perché all'interno di un formicaio tutte le formiche sono sorelle (nascono dalla stessa "mamma" regina) e perché agiscono e "pensano" come un unica grande mente collettiva. Si comportano come un unico grande "super organismo".

Tuttavia, le interazioni cooperative tra specie diverse non sono comuni negli insetti, e tra le formiche sono ancora più rare. Il paragone più vicino viene infatti dal mondo marino: alcune specie di pesci pulitori (come Labroides dimidiatus) rimuovono parassiti e pelle morta da pesci più grandi, anche squali e e altri predatori, in vere e proprie "stazioni di pulizia".

Quello osservato in Arizona sembra essere l'equivalente terrestre ed entomologico di questo fenomeno, ma finora non era mai stato documentato tra le formiche.

Cosa ci guadagnano le piccole formiche pulitrici?

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Non è ancora chiaro quale sia il vantaggio di questo comportamento per le piccole formiche pulitrici. Foto di Mark Moffett

Resta ancora da capire perché le piccole formiche Dorymyrmex agiscono in questo modo. Se i vantaggi "igienici" per le mietitrici sono piuttosto ovvi, per le pulitrici non è ancora del tutto chiaro quale può essere il "tornaconto" che ha favorito l'evoluzione e la selezione di questo comportamento. L’ipotesi principale è che le formiche più piccole si nutrano delle particelle che rimuovono dal corpo delle mietitrici. Potrebbero essere frammenti di semi – di cui le mietitrici si nutrono – oppure microrganismi e detriti organici ricchi di energia.

C'è anche un dettaglio interessante che rafforza questa idea: le pulitrici sembrano interessate solo alle formiche vive e ignorano completamente quelle morte.

Dal canto loro, anche se le mietitrici già si puliscono tra compagne (un comportamento chiamato grooming sociale), ricevere un "servizio di pulizia extra" da altre formiche più piccole, potrebbe permettere di raggiungere zone più anguste e difficili, contribuendo a rimuovere sporco, spore di funghi o parassiti da articolazioni e giunture dell'esoscheletro. Studi futuri aiuteranno a capire meglio se questo comportamento ha altri vantaggi o effetti sulla salute e la sopravvivenza di entrambe le protagoniste di questa scoperta nata davanti a un caffè.

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