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28 Maggio 2026
13:12

Morta la regina, la colonia non crolla: come si riorganizzano le vespe durante le feroci lotte per il trono

Quando la regina muore, le vespe Polistes canadensis evitano il collasso grazie ad alcune operaie che nutrono la colonia mentre le altre lottano ferocemente tra loro per contendersi il trono vacante.

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Quando una regina muore, tra le vespe scoppia il caos, ma grazie ad alcuni individui compensatori la colonia riesce a sopravvivere. Foto di UCL

Gli insetti sociali come api, formiche e vespe vivono in colonie rigidamente organizzate, guidate da una regina che controlla tutto il gruppo. Ma cosa succede se quella regina scompare all'improvviso? Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Animal Behaviour mostra che, anche nei momenti di maggiore caos e instabilità, alcune vespe riescono alla fine a mantenere unita la colonia continuando a lavorare per il bene del gruppo.

Lo studio è stato condotto su Polistes canadensis, una vespa tropicale (e non canadese come suggerisce erroneamente il nome latino) diffusa nei Caraibi e in America Centrale, simile alle nostre vespe cartonaie. All'interno di ogni colonia vivono molte femmine insieme, ma solo una si riproduce: la regina. Le altre operaie, però, non sono sterili come accade nelle api domestiche o nelle formiche e, se la regina muore, possono competere per prendere il suo posto.

Cosa succede tra le vespe che si contendono il trono: i comportamenti aggressivi analizzati dagli studiosi

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Gli scienziati hanno la società delle vespe Polistes canadensis, originarie di Centro e Sud America

Per capire cosa succede durante questo delicato passaggio di potere, i ricercatori dello University College London hanno rimosso sperimentalmente le regine da alcune colonie studiate a Panama. Il risultato è stato immediato: le interazioni aggressive tra le femmine sono aumentate rapidamente e la struttura sociale del gruppo è andata incontro a una fase di forte instabilità e incertezza.

Più vespe hanno iniziato a contendersi il trono attraverso combattimenti e comportamenti aggressivi. In pratica, la colonia è entrata in una sorta di crisi politica. Eppure, nonostante il disordine, le colonie non sono collassate. Secondo i ricercatori, il merito è di alcune vespe definite "compensatrici". Questi individui evitavano di partecipare ai conflitti e aumentavano invece il loro impegno nelle attività essenziali per la sopravvivenza della colonia, come la ricerca di cibo e la cura delle larve.

Mentre altre vespe combattevano tra loro per diventare la nuova regina, le compensatrici continuavano a nutrire la colonia e ad accudire le larve, impedendo che la società collassasse. In questo modo hanno così garantito la sopravvivenza delle giovani vespe durante il periodo più turbolento. La cosa interessante è che queste vespe non sembrano essere biologicamente diverse dalle altre. Non esistono cioè operaie specializzate e geneticamente programmate per svolgere quel lavoro in caso di necessità.

Uno studio importante: si amplia la conoscenza sul comportamento delle vespe

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Mentre alcune femmine lottavano tra loro per prendere il posto della regina, altre continuavano a occuparsi delle larve e della colonia. Foto di UCL

Secondo gli autori, si tratterebbe piuttosto di una scelta strategica: alcune femmine cercano di ottenere il potere riproduttivo, mentre altre investono nella sopravvivenza del gruppo, che è composto interamente da sorelle. Il conflitto dopo la rimozione della regina era molto intenso, ma non racconta tutta la storia, hanno spiegato i ricercatori. Mentre alcune vespe combattevano per il potere, altre evitavano completamente il conflitto e si facevano carico del lavoro necessario per mantenere unita e attiva la colonia.

Lo studio è importante perché amplia di molto ciò che sappiamo sulle società di questi insetti. Gran parte delle ricerche precedenti si era concentrata su specie europee o nordamericane, dove il passaggio di potere segue di solito regole più stabili e prevedibili. In queste vespe tropicali, invece, la successione è molto più caotica e aggressiva. I risultati suggeriscono quindi che una società animale non ha necessariamente bisogno di regole troppo rigide e predeterminate per restare stabile.

Anche in sistemi disordinati e altamente competitivi possono comunque emergere comportamenti cooperativi capaci di compensare gli effetti negativi del conflitto. Secondo la biologa Seirian Sumner, autrice senior dello studio, capire come gli altri animali gestiscono tensioni e rivalità può aiutare a comprendere meglio anche la cooperazione in generale: nei momenti di crisi, spesso la sopravvivenza di una società dipende soprattutto da chi continua a svolgere il lavoro essenziale per il bene del gruppo, lontano dai riflettori.

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