
Sette persone denunciate per maltrattamento di animali, 23 cavalli e farmaci dopanti sequestrati e sanzioni per oltre 50 mila euro. E' il bilancio dell'operazione "Zoccolo duro" della polizia di Catania contro il fenomeno delle corse clandestine. Sono ben 57 le persone identificate dalle Forze dell'ordine e più di trenta di questi sono pregiudicati.
La polizia ha effettuato i controlli in 19 stalle abusive in diversi rioni della città in cui sono stati impegnati 50 poliziotti e diversi operatori dell'Azienda sanitaria provinciale. I veterinari hanno accertato che tutti gli equidi controllati erano detenuti in luoghi incompatibili con la loro natura, in locali privi di areazione e in spazi angusti, e che alcuni di essi erano anche malnutriti.
Non è la prima volta che a Catania si effettuano interventi di questo tipo e, come riporta l'Ansa, "molte delle stalle erano già state ispezionate dalla polizia, ma nessuno dei proprietari ha dato seguito all'intimidazione di traferire i cavalli in luoghi idonei e in aziende autorizzate".
Le corse clandestine di cavalli sono ancora molto diffuse in diverse realtà del sud Italia. Lo scorso 11 settembre Laura Mascolo, legale che segue la Onlus Horse Angels, aveva spiegato a Kodami il lato oscuro delle corse e in quali reati incorre chi droga o macella clandestinamente i cavalli in occasione del rinvio a giudizio di otto persone da parte del Tribunale di Napoli grazie alla denuncia presentata dall'associazione. "Il codice penale prevede la punizione di chi somministra agli animali "sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi” con la pena della reclusione fino a 2 anni e la multa fino a 30 mila euro – chiariva l'avvocata – La pena aumenta della metà, se ne deriva la morte. Non solo, questo tipo di condotta configura anche il reato di frode sportiva che si unisce alla precedente contestazione e che prevede pene ancora più severe: i proprietari, gli allenatori e i driver dei cavalli in questione, quindi, dovranno rispondere di entrambi i reati".