
Per salvare una delle sottospecie di rinoceronte più rare del pianeta, l'Indonesia si prepara a tentare un'operazione tanto delicata quanto rischiosa: catturare l'ultimo rinoceronte del Borneo che vive ancora in natura tra le foreste dell'isola. L'obiettivo è utilizzare tecniche di fecondazione assistita per conservare almeno una parte del patrimonio genetico di questi animali ormai sull'orlo dell'estinzione.
Oggi si conoscono soltanto due rinoceronti del Borneo ancora in vita, entrambe femmine. Una è Pahu, ospitata nel santuario di Kelian, nell'isola del Borneo indonesiano. L'altra è Pari, che vive in una remota area della provincia di Kalimantan orientale ed è considerata l'ultimo rinoceronte della sua sottospecie rimasto in natura.
Pahu e Pari, gli ultimi rinoceronti del Borneo

Il rinoceronte del Borneo (Dicerorhinus sumatrensis harrissoni) è una delle due sottospecie del rinoceronte di Sumatra ancora in vita. L'altra, D. s. sumatrensis, vive invece a Sumatra con appena una trentina di individui rimasti, rendendo questa specie uno degli animali più minacciati del pianeta. Entrambe le forme possono ancora incrociarsi e produrre prole fertile, per questo gli esperti sperano ancora di poter preservare almeno una parte delle caratteristiche genetiche della popolazione del Borneo.
Negli ultimi anni i conservazionisti hanno cercato di prelevare ovociti da Pahu per avviare un programma di fecondazione in vitro, un po' come sta accadendo in Africa le ultime due femmine di rinoceronte bianco settentrionale. Questa tecnica consiste nell'unire ovulo e spermatozoo in laboratorio, al di fuori del corpo dell'animale. I tentativi, però, non hanno avuto successo. Pahu ha infatti circa 40 anni, un'età molto avanzata per un rinoceronte, e soffre di diversi problemi di salute che complicano il recupero delle cellule riproduttive.
Per questo motivo tutte le speranze si concentrano ora su Pari, che dalle immagini catturate dalle fototrappole posizionate nella foresta sembrerebbe più giovane. Da mesi i tecnici stanno preparando la sua cattura. Sono state installate trappole a fossa e sono state effettuate numerose simulazioni utilizzando bovini di dimensioni simili a quelle del rinoceronte, per verificare che tutte le procedure possano svolgersi in totale sicurezza.
Catturare Pari per tentare la fecondazione in vitro

Catturare e trasferire un rinoceronte è però un'operazione estremamente complessa. In Indonesia, infatti, non sono mancati incidenti in passato. Recentemente, un rinoceronte di Giava (Rhinoceros sondaicus, altra specie a un passo dall'estinzione) è morto poco dopo il trasferimento in una nuova area, mentre nel 2016 una femmina di rinoceronte di Sumatra perse la vita dopo una ricollocazione a causa delle conseguenze di una vecchia ferita provocata da una trappola per bracconieri.
Per evitare che incidenti simili si ripetano, i responsabili del progetto hanno dichiarato di aver perfezionato tutti i protocolli operativi per ridurre al minimo stress, problemi sanitari e possibili complicazioni durante il trasporto. Una volta catturata, Pari verrà poi trasferita in una struttura specializzata dove sarà monitorata e sottoposta al prelievo degli ovociti. Gli scienziati prevedono poi di fecondare queste cellule utilizzando il seme di un maschio della sottospecie di Sumatra, visto che non ce ne sono più di quella del Borneo.
Se l'embrione dovesse svilupparsi correttamente, sarà poi impiantato in una madre surrogata incaricata di portare avanti la gravidanza. Parallelamente, i ricercatori stanno valutando anche tecniche ancora più avanzate, come la clonazione. Per questo motivo intendono raccogliere campioni di pelle e tessuti gengivali da conservare per eventuali tentativi futuri.
La situazione dei rinoceronti asiatici resta drammatica

La situazione dei rinoceronti asiatici resta comunque critica. Se si esclude il rinoceronte indiano (Rhinoceros unicornis), in lenta ma costante ripresa, per quelli di Giava e Sumatra, entrambi confinati ormai esclusivamente in Indonesia, il trend resta pesantemente negativo. Negli ultimi anni, le popolazioni hanno subito un declino che sembra essere inarrestabili e con poche decine di individui rimasti per entrambe le specie l'estinzione quasi inevitabile.
Il tentativo di salvare il rinoceronte del Borneo rappresenta quindi una vera e propria corsa contro il tempo e una delle più ambiziose sfide della conservazione moderna. Le speranze degli scienziati sono alimentate anche dai recenti progressi ottenuti con i rinoceronti africani. Negli ultimi anni sono stati ottenuti diversi embrioni e nel 2024, per la prima volta, gli scienziati sono riusciti anche a ottenere con successo una gravidanza tramite fecondazione in vitro in un rinoceronte bianco meridionale.
Si tratta di risultati ancora in fase preliminare e per riuscire davvero a far nascere un rinoceronte sano attraverso queste tecnologie serviranno ancora tempo e tentativi. Proprio per questo, la cattura Pari (e dei suoi ovociti) resta una priorità assoluta per provare a dare almeno un'ultima possibilità al rinoceronte più minacciato dell'Asia.