
All'inizio del 2026 gli scienziati hanno ottenuto un nuovo embrione "puro" di rinoceronte bianco settentrionale (Ceratotherium simum cottoni). È un passo piccolo, ma importante, per una sottospecie che oggi non può più riprodursi da sola. In vita restano infatti solo due femmine: Najin e sua figlia Fatu. Senza maschi e senza una popolazione riproduttiva, il rinoceronte bianco settentrionale è quindi di fatto estinto. Se sopravvivrà, sarà solo grazie alla scienza.
Il nuovo embrione è stato prodotto dal consorzio internazionale BioRescue, dopo un prelievo di ovociti da Fatu, che vive insieme a sua madre Najin nella riserva di Ol Pejeta, in Kenya. Con questo risultato, il numero totale di embrioni disponibili oggi sale a 39.
Dall'embrione alla nascita: il passaggio più difficile

L'obiettivo di questo progetto che va ormai avanti da diversi anni è molto ambizioso: usare tecniche di riproduzione assistita per ottenere una gravidanza e, in futuro, sviluppare anche approcci basati su cellule staminali. In pratica, si cerca di "riportare in vita" una sottospecie partendo da cellule e tessuti conservati, incluso naturalmente lo sperma congelato dei maschi ormai tutti morti. Creare un embrione, però, è solo una parte del problema. La vera sfida è trasformarlo in una gravidanza stabile e, infine, in un cucciolo sano.
Nella seconda metà del 2025, i ricercatori hanno trasferito tre embrioni in femmine di rinoceronte bianco meridionale (Ceratotherium simum simum) – l'altra sottospecie esistente e ancora numerosa -, usate come madri surrogate. Nessuno di questi tentativi ha portato però a una gravidanza sana e funzionale.
È un fallimento? In parte sì, ma è anche ciò che ci si aspetta da una ricerca così complessa e pionieristica. Qui non si sta applicando infatti una tecnica consolidata, ma la si sta costruendo passo dopo passo. Per aumentare le probabilità, il team ha ora inserito nel programma di riproduzione nuove femmine surrogate con una comprovata capacità riproduttiva. Più candidate idonee significa maggiori possibilità che almeno un embrione attecchisca.
Una tecnologia ancora agli inizi, ma che guarda anche oltre

La fecondazione in vitro nei rinoceronti è estremamente complessa e, prima di questo progetto, non era mai stata realizzata con successo a questo livello. I ricercatori stanno quindi sviluppando il metodo mentre cercano, contemporaneamente, di salvare questa sottospecie.
I progressi non possono quindi essere lineari: ci sono avanzamenti, battute d'arresto e lunghi periodi di tentativi falliti. È frustrante, ma normale. Anche la fecondazione assistita umana ha richiesto più di 100 tentativi prima di riuscire. Ad aprile 2026, BioRescue ha effettuato solo sei trasferimenti embrionali. Questo lavoro non riguarda però solo il rinoceronte bianco settentrionale. L'idea è creare un modello che, in futuro, possa essere applicato ad altre specie sull'orlo dell’estinzione.
Non a caso, il progetto ha ricevuto parecchia attenzione internazionale. Il 26 gennaio 2026, il veterinario Thomas B. Hildebrandt, che guida BioRescue, ha ottenuto a Stoccolma lo "Smart Wildlife Conservation Award" per il suo contributo alla conservazione. Sempre più esperti ritengono oggi che tecnologie di questo tipo, un tempo considerate troppo sperimentali, possano diventare strumenti concreti per salvare specie senza altre alternative.
Quanto siamo vicini alla nascita di un rinoceronte bianco settentrionale?

Oggi il rinoceronte bianco settentrionale è sospeso in una zona grigia tra estinzione e sopravvivenza. Tecnicamente non è ancora estinto, ma lo è "funzionalmente", visto che non può più riprodursi. Ci sono però 39 embrioni, diverse madri surrogate, un supporto internazionale crescente e un team che continua a lavorare. Ma non c'è ancora nessun cucciolo. E non c'è alcuna garanzia che arriverà.
La ricerca, però, non vive nel vuoto. Uno studio pubblicato recentemente su PLOS ONE ha mostrato che in paesi come Italia, Germania e Repubblica Ceca c'è un ampio sostegno all'uso di tecniche di riproduzione assistita nella conservazione, soprattutto se affiancate alla protezione degli habitat e una forte attenzione per il benessere animale e per gli aspetti etici.
La distanza da un nascita non si misura in anni, ma in tentativi riusciti. E, per ora, il primo vero successo deve ancora arrivare. Non sappiamo se un embrione riuscirà presto a sopravvivere e ad arrivare alla nascita. Ci sono però tutti gli "ingredienti", le competenze e l'impegno necessario per riuscirci. Ma servirà ancora del tempo. Nel frattempo, Najin e sua figlia Fatu sono tutto ciò che rimane di un rinoceronte che un tempo vagava in molti Paesi dell'Africa orientale e centrale a sud del Sahara.