
Sul ghiacciaio di Khumbu, uno dei tratti più pericolosi della salita verso la vetta del monte Everest, le guide sherpa sono abituate a incontrare crepacci, valanghe e condizioni estreme. Di certo non si aspettavano di trovare un'anatra semisepolta nella neve, immobile e quasi completamente congelata, a oltre 5.500 metri di quota.
È successo lo scorso 25 aprile aprile, durante una spedizione sul ghiacciaio. E quando una delle guide ha scavato nella neve per liberare l'uccello, si è resa conto che si trattava di un maschio di fischione, una specie di anatra migratrice molto comune in Europa e Asia. "Era solo, infreddolito e completamente fuori posto", ha raccontato sui social la guida Ang Lama, fondatore dell'agenzia Angs Himalayan Adventures, specializzata in escursioni e spedizioni sull'Himalaya.
Che ci fa un fischione sul tetto del mondo
Il fischione (Mareca penelope) è un'anatra di medie dimensioni che si riproduce nelle regioni settentrionali dell'Europa e dell'Asia, soprattutto in tundre, laghi e zone umide boreali. Con l'arrivo dell'inverno migra più a sud, raggiungendo le regioni temperate dell'Europa, del Mediterraneo, dell'Africa e dell'Asia meridionale. Anche in Italia è una specie svernante piuttosto comune: durante i mesi freddi si può osservare in lagune, paludi, laghi, risaie e zone umide costiere, soprattutto lungo l'Adriatico e nelle grandi aree umide del Nord.
Come sia arrivato fin lassù resta un vero e proprio mistero, ma l'ipotesi più probabile è che l'uccello sia stato spinto fuori rotta durante la migrazione. Le fortissime correnti d'alta quota dell'Himalaya possono infatti trascinare gli uccelli lontano per centinaia di chilometri, soprattutto durante tempeste o condizioni meteorologiche particolarmente estreme.

Anche secondo Lama l'anatra potrebbe essersi separata dal proprio stormo durante la migrazione verso nord: "Forse stava volando sfruttando i venti del jet stream, quando si è persa". Il jet stream – o corrente a getto – è una corrente d'aria molto veloce che soffia ad alta quota e che può influenzare profondamente le rotte degli uccelli migratori. La guida, vedendo il fischione in evidente difficoltà, ha poi deciso di intervenire e non lasciare l'uccello sul ghiacciaio.
La difficile missione di salvataggio
Lama e il suo gruppo hanno trasportato lentamente l'anatra fino al campo base dell'Everest, attraversando il ghiaccio passo dopo passo. Una volta arrivato in tenda, il fischione è stato riscaldato e rifocillato con acqua, cavolo tagliato e altro cibo. Per alcuni giorni l'anatra è rimasta con il gruppo, recuperando lentamente le forze.
Dormiva nella tenda di Lama e, col passare del tempo, è diventata una sorta di mascotte della spedizione. La guida l'ha chiamata Pemba Tshering: "Pemba" significa "sabato" in lingua sherpa, mentre "Tshering" significa "lunga vita". Dopo essersi ripreso, il fischione è stato trasportato in elicottero e liberato in un lago vicino all'Everest, dove ha ripreso a nuotare normalmente. L'obiettivo era permettergli di tornare nel suo habitat naturale e, una volta recuperate le forze, riprendere la migrazione.
L'intera storia, oltre che sui suoi canali social, è stata anche raccontata dallo stesso Lama – insieme al fischione Pemba Tshering – in un video pubblicato dal canale YouTube di Everest Live, che pubblica contenuti, aggiornamenti in tempo reale, notizie e storie direttamente dal campo base del monte Everest.
Un fischione da record e altri migratori incredibili
Oltre alla storia decisamente insolita, questo ritrovamento potrebbe rappresentare anche un vero e proprio record scientifico. Secondo il database Birds of the World del Cornell Lab of Ornhitology, l'osservazione altitudinale più elevata per questa specie era finora di 3.650 metri, registrata in Etiopia. Il maschi odi fischione trovato sul Khumbu si trovava invece a oltre 5.500 metri, una quota eccezionale per un'anatra di questa specie, associata solitamente alle zone umide costiere.
L'Himalaya, però, non è del tutto estraneo ai grandi migratori alati. Tra le specie più famose che attraversano queste montagne c'è infatti l'oca indiana (Anser indicus), considerata uno degli uccelli in grado di volare più in alto in assoluto. Questa specie migra regolarmente sopra l'Himalaya tra India, Tibet e Asia centrale e spesso viene riportato che può arrivare a superare in volo anche i 10.000 metri, numeri che tuttavia vengono spesso messi in discussione dagli ornitologi.

Nonostante ciò, uno studio del 2013 che ha monitorato 91 oche con dispositivi satellitari, ha dimostrato che anche se la maggior parte degli uccelli si teneva sotto 5.800 metri, 10 individui hanno superato quella quota e una singola oca ha raggiunto circa 7.290 metri d'altezza.
Anche per specie adattate a questi ambienti, infatti, volare a quote così elevate significa affrontare temperature rigidissime, venti forti e soprattutto una drastica diminuzione dell'ossigeno disponibile. Proprio per questo la comparsa di un "semplice" fischione tra i ghiacci dell'Everest resta un evento eccezionale, anche se probabilmente è frutto di una migrazione finita nel posto sbagliato al momento sbagliato.