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21 Aprile 2026
12:56

Leishmaniosi nel cane in Italia: la prevenzione è fondamentale in primavera: inizia il periodo più delicato dell’anno

Inizia il periodo dell'anno in cui la prevenzione sui cani per la leishmaniosi è fondamentale. Si tratta di una malattia trasmessa dai flebotomi, attivi soprattutto da primavera all’autunno e ormai diffusi in tutta Italia.

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Quando inizia il caldo, comincia anche il periodo più importante per prevenire il rischio di contagio dei cani ai vettori di un parassita molto pericoloso: il Leishmania infantum. Questo insetto comporta la Leishmaniosi: si tratta di una malattia subdola, che non perdona se non vi è attenzione e cura e l’aumento delle temperature in realtà ha comportato che la presenza dei flebotomi, perduri anche fin dopo l’autunno in molte aree del nostro Paese.

Partiamo dunque proprio dal sapere che in primavera i piccoli insetti tornano alla carica: pungendo il cane possono infettarlo, essendo i vettori del parassita che provoca la Leishmaniosi. Mentre un tempo il rischio era localizzato nelle regioni più calde d’Italia, ormai questa malattia è considerata endemica in tutto lo Stivale, con più o meno percentuali di contagio censite ma appunto in ogni regione.

Il contagio, altra cosa fondamentale da sapere, avviene solo se il parassita infetta il cane e non c’è trasmissione diretta tra un animale malato e un altro. E’ importante saperlo perché ancora alcuni credono che un cane affetto da Leishmaniosi sia una sorta di “appestato”: no, è un soggetto non pericoloso per la salute degli altri o dell’essere umano e, inoltre, le aspettative di vita sono migliorate tantissimo grazie alle nuove terapie per la gestione della malattia.

Le regioni con più alto tasso di Leishmania sono quelle del Centro-Sud e delle isole. La presenza dei flebotomi è alta nel Lazio, nella Toscana, in Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna e Liguria: le ultime stime in queste aree indicano la presenza della malattia in quasi il 50% dei cani esposti o infetti. Secondo l’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari (ANMVI) “in alcune Regioni italiane (Centro-Sud e Insulari) un cane su due è esposto al parassita. Solo il 47% di chi fa profilassi è consapevole che- se non curata – la malattia è mortale. A causa dei cambiamenti climatici, la malattia è in evoluzione anche in Europa”.

A questo proposito si è svolto un evento dedicato proprio all’argomento, ““STOP alla leishmania in 3ACT” dal quale è emerso che  “la prevalenza nei cani varia da 1,7% al 48,4%, secondo i dati aggiornati dell’Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute, ma in alcune Regioni del centro-sud e insulari un cane su due sarebbe esposto al parassita, con una sieroprevalenza che supera in alcuni casi il 50%, e una incidenza annuale dal 9,5% fino al 13,1% in aree endemiche come la Puglia”.

L’ANMVI sottolinea anche che sono stati identificati nuovi focolai anche in Regioni del nord come il Piemonte, il Veneto, il Trentino e il Friuli Venezia Giulia, aggiungendo un dato molto chiaro rispetto a quanto la questione clima influenzi ormai la presenza dei flebotomi ovunque: “casi segnalati addirittura fino a Bolzano”. Ma la presenza dei parassiti è un problema che va ben oltre i confini nazionali, tanto che la presenza è aumentata in tutta Europa.

Lì dove dunque i dati accertano che il problema esiste e anche che va affrontato con la prevenzione, le cose su cui concentrarsi sono conoscere come avviene la trasmissione della malattia, cosa comporta, quali cure sono oggi possibili e come appunto evitare che il cane la contragga.

I cani rappresentano il principale “serbatoio” per Leishmania infantum. Come ha spiegato Giuseppe Borzacchiello, professore di fisiopatologia veterinaria all’Università Federico II di Napoli: “I flebotomi sono insetti ematofagi che si nutrono del sangue dei cani, ingerendo le forme parassitarie che completano il ciclo nell’intestino, diventando a loro volta infettanti. Quando il parassita viene inoculato dall’insetto vettore nel cane, si verifica una prima localizzazione nella pelle. Dal sito di inoculo le Leishmanie raggiungono ogni parte del corpo animale in quanto sono passivamente trasportate da alcune cellule del sistema immunitario che non riescono a debellarle”.

Una volta che il parassita entra nell’organismo, può rimanere in silenzio per molto tempo. Poi ecco i primi sintomi: perdita del peso, astenia, manto opaco, perdita anche del pelo e dermatite. La Leishmania colpisce poi i linfonodi, genera una rapida crescita delle unghie e comporta problemi agli occhi. Quando la malattia è in fase avanzata, colpisce i reni e l’insufficienza diventa uno dei motivi principali di morte per le complicanze cui va incontro il corpo.

Lo sviluppo della malattia è molto individuale, varia da cane a cane tanto che ci sono soggetti che mantengono per molto tempo lo stato silente e altri che sviluppano forme croniche. Per riuscire a capire se il proprio compagno a quattro zampe è affetto da Leishmaniosi, si effettua un’analisi del sangue per la ricerca del parassita.

Per quanto riguarda le cure, non ce ne è una che risolve completamente la genesi della malattia. Ci sono però terapie efficaci che accompagnano animale e persone di riferimento per tenere sotto controllo gli esiti nefasti cui può portare la Leishmania se non gestita. Si punta, dunque, alla gestione clinica e purtroppo non è possibile guarire completamente. Dal punto di vista veterinario, così, si utilizzano dei farmaci antiprotozoari e il più efficace è l’allopurinolo. Chiaramente bisogna rivolgersi al medico veterinario di riferimento che andrà anche a valutare la condizione renale e associare una cura ad hoc di supporto anche per fegato e sistema immunitario in generale.

Ma abbiamo detto che c’è solo un modo per evitare di arrivare a questa situazione: la prevenzione. Come attuarla è abbastanza semplice, agendo con tempismo e coerenza. Ad oggi in commercio ci sono diversi antiparassitari che hanno tutti sostanzialmente la stessa funzione repellente nei confronti dei flebotomi. Si trovano di varie tipologie: spot-on o collari, anche su questo è bene farsi consigliare dal veterinario rispetto a quale può andare bene per ogni singolo cane.

Spesso si parla del vaccino per la Leishmania che, però, non debella la malattia ma riduce il rischio di contagio e dunque di svilupparla attraverso il supporto al sistema immunitario del cane.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it/kodami sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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