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15 Giugno 2026
16:02

Le spettacolari migrazioni delle libellule: in volo per migliaia di km attraverso continenti e oceani

Anche le libellule migrano e alcune percorrono migliaia di chilometri unendo i continenti e oceani tra nord e sud. Questi viaggi spettacolari in grandi sciami stiamo però iniziando a comprenderli davvero solo negli ultimi anni.

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Anche le libellule migrano, compiendo viaggi incredibili di migliaia di chilometri

Quando pensiamo agli animali migratori, la mente corre subito agli uccelli che attraversano in volo i continenti o ai grandi mammiferi erbivori che si muovono tra le savane africane. Eppure esistono anche insetti in grado di compiere viaggi straordinari. Tra questi ci sono per esempio le libellule e le damigelle, eleganti predatori alati che possono percorrere anche migliaia di chilometri e attraversare intere regioni del pianeta.

Una recente revisione scientifica pubblicata su Biological Reviews e condotta dai ricercatori delle università di Exeter e Lund ha messo insieme tutto ciò che sappiamo sulla migrazione di questi insetti. Lo studio ha identificato circa 100 specie sicuramente migratrici e altre 85 che potrebbero esserlo. Si tratta in ogni caso di una piccola parte delle oltre 6.000 specie conosciute: appena l'1,5% del totale, che sale al 2,9% considerando anche le specie sospette. Ma nonostante ciò, le migrazioni di questi insetti restano spettacolari e coinvolgono spesso milioni di individui.

Come funziona la migrazione delle libellule

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la migrazione di libellule e damigelle avviene spesso a tappe, con le diverse generazioni che si danno il cambio durante il viaggio

Le libellule e le damigelle sono insetti appartenenti all'ordine degli Odonata. Depongono le uova acqua e trascorrono la fase giovanile come ninfe all'interno di stagni, laghi, fiumi o pozze temporanee. Una volta completata la metamorfosi emergono dall'acqua e diventano gli adulti alati che conosciamo. Secondo gli autori, le specie migratrici tendono però a vivere più a lungo in questa fase rispetto a quelle sedentarie, rimanendo attive da adulte per diversi mesi.

Come per tanti altri animali che compiono movimenti stagionali regolari, anche per questi odonati la migrazione è spesso una risposta alle condizioni ambientali che cambiano. In molte aree, infatti, gli habitat adatti alla riproduzione diventano temporaneamente inospitali a causa del freddo, delle temperature troppo elevate o della siccità. Spostarsi permette quindi agli insetti di trovare nuove zone dove deporre le uova e garantire la sopravvivenza della propria specie.

A differenza di praticamente tutti gli uccelli e mammiferi, però, gli insetti migratori raramente completano un viaggio di andata e ritorno nel corso della stessa vita. Più spesso il percorso si svolge a tappe nell'arco di più generazioni: una generazione migra verso una nuova area e saranno poi i suoi discendenti, uno o più cicli riproduttivi dopo, a tornare nei luoghi d'origine. Si tratta di un fenomeno già noto, per esempio, nelle farfalle, come la famosa monarca (Danaus plexippus) in Nord America o la vanessa del cardo (Vanessa cardui) qui in Europa.

Le migrazioni spettacolari nel mondo

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La libellula frecciaerrante (Pantala flavescens) è in grado di percorrere oltre 2.500 chilometri sfruttando i venti associati alle piogge monsoniche. Foto da Wikimedia Commons

I ricercatori hanno però individuato anche casi di migrazione individuale, soprattutto quelle altitudinali su e giù lungo le montagne, una tipologia di migrazione nota anche negli uccelli e conosciuta anche come migrazione verticale. Un esempio arriva dal Giappone. La libellula Sympetrum frequens, chiamata Akatane nella cultura giapponese, dopo essere emersa in primavera, lascia le valli calde e risale le montagne trascorrendo l'estate in quota, dove trova temperature più favorevoli. In autunno gli stessi individui tornano a valle per riprodursi.

Tra le migratrici più sorprendenti c'è però la frecciaerrante (Pantala flavescens), una delle specie più diffuse al mondo. È in grado di percorrere oltre 2.500 chilometri sfruttando i venti associati alle piogge monsoniche. Le sue larve si sviluppano rapidamente, in appena quaranta giorni, all'interno di pozze create dalle precipitazioni. Analisi genetiche suggeriscono che le popolazioni presenti in Asia, Africa e America siano strettamente collegate tra loro, come se facessero parte di un'unica grande rete globale.

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l’imperatore migrante (Anax ephippiger) si muove tra Europa e Africa, talvolta attraversando anche i cieli italiani con sciami enormi

Anche l'Europa ospita fenomeni migratori impressionanti. La libellula quadrimacchiata (Libellula quadrimaculata) è infatti famosa da tempo per i suoi enormi sciami. Resoconti dell'Ottocento descrivono nuvole di insetti che attraversavano il Belgio e che potevano comprendere centinaia di milioni di individui. Oggi questi eventi sembrano molto più rari, ma con un po' di fortuna possono ancora essere ammiranti, anche qui in Italia.

Un'altra specie interessante è infatti l'imperatore migrante (Anax ephippiger), che si sposta regolarmente tra l'Africa e l'Europa. Si ritiene che molti individui partano dalla regione africana del Sahel e raggiungano il Mediterraneo durante la primavera e l'autunno. Negli ultimi decenni questa specie è diventata sempre più comune anche nel sud Europa e viene osservata con crescente frequenza anche in Italia, come accaduto nell'agosto del 2025 quando migliaia di libellule invasero i cieli di Piemonte e Lombardia.

I viaggi dei grandi sciami di libellule tra crisi climatica e pochi studi

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La migrazione delle libellule rimane un fenomeno ancora in parte misterioso e poco conosciuto

Le migrazioni delle libellule non sono però importanti solo per gli insetti stessi. Gli sciami rappresentano infatti una fonte di cibo fondamentale per numerosi altri migratori, tra cui uccelli come gruccioni, falchi e nibbi, ma anche per diversi pipistrelli, animali che spesso "inseguono" queste migrazioni per poter sopravvivere. In questo modo le libellule contribuiscono così al anche trasferimento di biomassa e nutrienti tra ecosistemi molto distanti tra loro.

I cambiamenti climatici potrebbe però modificare profondamente questi movimenti. Variazioni nelle temperature, nelle precipitazioni e nei regimi dei venti influenzano infatti tempi, rotte e distanze percorse dagli insetti migratori. Alcune specie africane, come lo stesso imperatore migrante o il cardinale venerosse (Sympetrum fonscolombii), stanno infatti già diventando visitatrici sempre più frequenti qui in Europa.

Le migrazioni delle libellule, e più in generale degli insetti, rimangono in ogni caso ancora oggi uno dei fenomeni meno conosciuti del mondo naturale. Eppure questi artropodi, spesso osservati distrattamente lungo uno stagno o un canale, sono capaci di compiere viaggi che attraversano paesi, continenti e persino oceani, collegando ecosistemi lontani attraverso le loro fragili ali trasparenti che sembrano fatte di carta.

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