UN PROGETTO DI
5 Maggio 2026
10:23

La truffa delle donazioni per raccogliere fondi per i cani in difficoltà: l’inchiesta in Uganda della BBC

Un'inchiesta di BBC Africa Eye svela il business dello sfruttamento dei cani, soprattutto, che avviene a Mityana, poco distante dalla capitale Kampala. Un giro d'affari basato sulle donazioni online fatte da utenti dei social network che vedono video costruiti apposta per generare compassione e far sborsare soldi attraverso le donazioni.

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Uno screenshot dell’inchiesta della BBC Africa

"Internet è pieno di cani". Inizia così l'inchiesta di BBC Africa Eye mentre scorrono le immagini di musi di animali ridicolizzati quotidianamente sulle piattaforme sociali, vestiti come bambini o messi in condizioni tali da voler far scaturire ilarità o tenerezza in chi guarda. Perchè al di là delle immagini ridicolizzanti, la Rete è piena soprattutto di animali mostrati in pessime condizioni per stimolare le persone a donare soldi.

Da questa analisi parte quella che l'emittente britannica ha certificato come una vera e propria truffa, in questo caso scoperta in Uganda. I giornalisti che operano in Africa hanno seguito prima in particolare il caso di un singolo cane, rappresentativo di un sistema efficiente e ben strutturato che opera per incentivare le persone ad aprire il portafoglio a colpi di vere e proprie torture inflitte appositamente per ottenere questo tipo di reazione.

Nello specifico le immagini di un cane dalle zampe ferite, chiamato Russet da un utente inglese, sono state prodotte in modo diffuso da diversi account che afferiscono tutti a uno stesso beneficiario finale. Attraverso video che mostrano per 15 secondi il cane sofferente, è partita infatti una campagna di donazioni: "Nelle tre settimane successive alla prima pubblicazione del video, avvenuta l'8 gennaio dello scorso anno, questo cane è stato protagonista di centinaia di altre campagne di raccolta fondi, promosse da almeno una dozzina di account".

I giornalisti della BBC hanno ricostruito il percorso che ha portato alla sensibilizzazione delle persone, in Occidente, nei confronti di un animale di cui in realtà non si sa il destino. "BBC Africa Eye ha scoperto che questo cane in Uganda era una pedina in una truffa che raccoglieva donazioni per animali in difficoltà, parte di un'industria sommersa che trae profitto dalla crudeltà".

In breve, l'inchiesta certifica che Mityana, una cittadina a 70 chilometri da Kampala,  è diventata tristemente famosa tra gli animalisti online per il finto salvataggio degli animali per un motivo ben preciso: i falsi rifugi per cani. Lì, in realtà, secondo quanto verificato dai giornalisti anglosassoni, non solo cani ma anche conigli e altre specie vengono usate per raccogliere denaro che arriva da Europa e Stati Uniti, soprattutto, al fine di far credere alle persone che i soldi servono per la cura degli animali ma in realtà vengono intascati da chi li sfrutta.

"Negli ultimi cinque anni, la nostra ricerca ha dimostrato che oltre 730.000 dollari sono stati raccolti per i rifugi per animali in Uganda – scrivono sulla BBC – grazie a centinaia di raccolte fondi pubblicate sulla piattaforma di donazioni GoFundMe. Quasi il 40% di tutte le raccolte fondi analizzate dalla BBC erano collegate a Mityana".

Per verificare tutto ciò, i giornalisti si sono recati sul posto e si sono finti donatori e amanti degli animali. A Mityana hanno scoperto che si tratta del "segreto di Pulcinella" ("An open secret", così definito nel testo originale in inglese), ovvero che tutti sanno che quello dei falsi rifugi e salvataggi è un business fiorente nella comunità locale.

Ciò a cui si sono trovati di fronte, leggendo e vedendo l'inchiesta, è un mondo ben strutturato che gira intorno a questo business, tanto che i falsi centri di salvataggio chiedono anche il pagamento di un biglietto d'ingresso per far entrare i visitatori e filmano le scene così da riproporle sui social, sempre al fine di raccogliere maggiori donazioni. Altro aspetto tetro è che affittano anche a sedicenti "creator" i rifugi come set per far aumentare l'hype e, di conseguenza, le entrate che arrivano da chi guarda e commuovendosi decide di partecipare alle finte raccolte fondi.

La troupe della BBC è entrata in un rifugio, gestito da "un giovane che si presenta come Charles Lubajja". Lì "trovano circa 15 cani tenuti nella stessa gabbia, immersi nei propri escrementi. Molti appaiono gravemente sottopeso e letargici". La persona che gli ha concesso di entrare spiega loro come funziona il business secondo alcune "regole d'oro" che tipicamente vengono messe in atto: fingere che un proprietario terriero abbia minacciato il rifugio di sfratto e che servano soldi per trasferirlo; riprendere finte cure veterinarie, ad esempio inserendo una siringa nel pelo del cane anziché somministrare una vera iniezione e aumentare il costo del cibo per cani di oltre 11 volte.

L'inchiesta della BBC approfondisce tutti gli aspetti di questo orrore, anche le contro azioni che attivisti animalisti cercano di mettere in piedi per fermare lo "scam" e riuscire ad andare in fondo alle immagini e anche all'articolo è un viaggio nel buio più profondo della mente umana che sfrutta il dolore e la sofferenza di altri esseri viventi in un paese in cui la povertà è la "normalità" che devasta intere generazioni di esseri umani.

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