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24 Aprile 2026
13:50

La morte di una donna a Sondrio con segni di aggressione di cani: chi è il Dogo argentino e perché bisogna attendere l’autopsia

Nel bosco di Trivigno, in provincia di Sondrio, è stato ritrovato il cadavere di Lucia Tognela, una donna che si era allontanata da casa e sul cui corpo sono stati riscontrati i segni di morsi di cani. Mentre l'inchiesta va avanti, è emersa la presenza di un branco di cinque Dogo argentini di proprietà di un signore che abita in zona. Prima di poter parlare di aggressione che ha portato alla morte bisogna aspettare l'autopsia. Intanto però si possono fare delle riflessioni su quanto sia importante il concetto di "proprietà responsabile"

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Dogo argentino

Non lo sappiamo ancora come sono andate le cose. Partiamo da questa considerazione e, di fronte a una tragedia, tutto ciò che possiamo fare ora è ragionare sugli unici aspetti che stanno emergendo da un evento drammatico e aspettare i risultati dell'autopsia. Quella che è stata disposta per la morte di una donna, Lucia Tognela, il cui cadavere è stato trovato in un bosco a Trivigno, in provincia di Sondrio. Sul corpo sono state riscontrate delle ferite compatibili ad un comportamento aggressivo da parte di uno o più cani ma non si può in alcun modo, ad ora, stabilire se quei morsi sono stati la causa della morte o sono stati inflitti ex post.

Da questo primo dato di fatto, ovvero la considerazione che l'unico evento certo è purtroppo la morte della signora di sessant'anni, sono emerse poi altre informazioni, anche queste tutte da verificare, come la presenza di diversi esemplari di Dogo Argentino che appartengono a una famiglia della zona e che potrebbero essere fuoriusciti dalla proprietà.

A fare notizia, o meglio scalpore, è la razza di questi cani. Se si fosse trattato di Volpini o qualsiasi altra tipologia non appartenente a quelle che purtroppo spesso poi sono inconsapevoli protagoniste di casi di cronaca, come i molossi in questo caso e i Terrier di tipo Bull nella maggioranza degli episodi, la razza non sarebbe stata nemmeno indicata. O comunque se i segni sul corpo fossero inflitti da un'altra tipologia di cani, l'evento non creerebbe l'effetto paura oltre a quello della pietas nei confronti di chi ha perso la vita.

Ecco allora che le nostre considerazioni su quanto accaduto vorremmo che si limitassero a delle indicazioni sulle buone prassi sia dal punto di vista della comunicazione e dell'informazione che nel fornire una riflessione più in generale sulla cosiddetta "proprietà responsabile" che dovrebbe sempre essere il faro guida di ogni relazione con i cani, a prescidere da quanto emergerà poi dalle indagini del procuratore di Sondrio Piero Basilone, che è arrivato sul posto con la sostituta procuratrice Tatjana Ennemoser.

Prima di tutto, dunque, l'importanza di non fare allarmismo sulla pericolosità insita di alcune tipologie di cani, in un Paese che purtroppo di casi di cronaca con esito mortale proprio per l'aggressione di un branco ha dovuto già piangere una vittima poco tempo fa, con il caso dell'orribile fine patita da Paolo Pasqualini nel bosco di Manziana, alle porte di Roma, a causa dell'attacco di quattro Rottweiller. Una morte che per i parenti non ha avuto nemmeno la "giusta" giustizia, per certi versi, considerando che le persone di riferimento dei cani sono state da poco condannate in primo grado a un anno di detenzione che non dovranno scontare.

E il punto nodale di qualsiasi caso che attenga ad aggressioni da parte di cani che bisogna andare ad approfondire, pure qualora anche in questo caso ci sia la prova che la morte deriva da un attacco, è tornare al tema della consapevolezza del vivere con una certa tipologia di cani.

Vediamo allora nel dettaglio chi sono i Dogo argentini e perché non sono cani per tutti e quanto ci voglia ancora più conoscenza della razza per vivere con animali di questa tipologia. Si tratta di molossi selezionati per uno scopo preciso, frutto di incroci di ben 10 razze diverse. Nella pampas del paese sudamericano c'era infatti bisogno di un cane capace di difendere il bestiame dai feroci predatori che le abitano, ed è proprio qui che il Dogo vide la sua nascita, nello specifico nella provincia di Cordoba.

Il Dogo è un cane agile e protettivo, la cui parte molossa è spinta fortemente nella selezione che è stata operata, avendo nei suoi geni il “Viejo Perro de Pelea Cordobés”, un potente mastino nato dall'incrocio tra Bull terrier, Mastiff e Bulldog. Ma il suo "creatore", il medico Antonio Nores Martinez, non si fermò per ottenere il cane potente e agile che desiderava per combattere anche i puma e aggiunse i geni dell'Alano arlecchino e dell'Irish Wolfhound per aumentare velocità e agilità, del Boxer per le sue doti vivaci e collaborative, del Dogue de Bordeaux per aumentare la possanza e la fermezza, del Cane da montagna dei Pirenei per renderlo più resistente al clima variabile e alle malattie.

Il risultato è un cane enormemente affiliativo, legato tantissimo alla sua persona di riferimento che deve conoscerne le caratteristiche, altrimenti si rischia che una relazione non corretta porti l'animale a essere poco appagato e frustrato nelle sue motivazioni. E un Dogo non soddisfatto della propria esistenza è un cane che potenzialmente può fare davvero male, purtroppo.

Ecco, questo breve excursus sull'origine del Dogo in questo caso serve però solo ad una cosa: sottolineare che poi ogni cane ha una sua personalità e il suo stile di vita, un suo modo di relazionarsi con gli esseri umani e i conspecifici e come davvero si mostra nel mondo dipende dal tipo di relazione che ha con il suo umano di riferimento, dalle esperienze che fa e dal contesto in cui cresce.

Rispetto a quanto accaduto nel bosco di Trivigno, ricordiamo di nuovo che ancora deve essere stabilito se davvero c'entrano i cinque Dogo identificati e se davvero poi è stato il loro comportamento a causare la morte della donna. Ma almeno questo orribile evento consente di mettere in chiaro che qualora fosse così, ancora una volta la responsabilità è solo e unicamente di chi quei cani li ha fino ad oggi avuto accanto a sè.

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