
Tutti i cani sono potenzialmente pericolosi, dal Pitbull al Golden Retriever e passando pure per Barboncini e Pinscher. Tutti i cani possono fare del male, ovviamente la letalità del comportamento aggressivo varia a secondo della morfologia, ma gli ultimi due casi avvenuti in Italia ci insegnano una cosa fondamentale: che ad essere pericolosi realmente non sono i cani, ma le persone che li detengono, ovvero come vengono seguiti in famiglia. Proprio la cronaca recente ci insegna che non è la razza da imputare, ma la capacità di comprendere il compagno canino che si ha a fianco da parte di chi decide di vivere con un animale.
Partiamo dai fatti, dunque. Un Pitbull e un Golden Retrivier, cosa avranno mai in comune a parte essere entrambi dei cani? Poco direbbero in tanti e anche se andassimo ad analizzare le motivazioni di razza scopriremo che si tratta di due "mondi" molto diversi rispetto a come vedono il mondo gli individui che appartengono all'una o all'altra razza. Ma due individui, nello specifico, hanno ora, purtroppo, dimostrato che possono arrivare entrambi a far del male a una persona, appunto indipendentemente dal far parte il primo di una tipologia, quella dei Terrier di tipo Bull, che vengono sempre accusati di essere il male assoluto e l'altro che invece rappresenta il "cane ideale" nell'immaginario collettivo.
A Cecchina, nel Comune di Albano, il 26 aprile scorso una bambina di 4 anni è stata vittima del comportamento aggressivo del Golden del nonno. La piccola era in piscina ed è stata raggiunta al volto dal morso dell'animale. La dinamica non è chiara, ad ora, ma ciò che è evidente è che la bimba ha riportato ferite gravi.
Ieri sera, a distanza di poche ore da quanto avvenuto in Lazio, una tragedia simile è accaduta sull'isola di Ischia, in provincia di Napoli. Una donna è stata azzannata alla gamba dal Pitbull del fratello. In questo caso sono intervenute le Forze dell'ordine che hanno proceduto all'abbattimento dell'animale per interrompere il comportamento aggressivo.
Queste due storie, seppure distanti geograficamente ma avvenute praticamente nella stessa giornata, ci riportano al dato di fatto che nel nostro Paese ci sono dieci milioni di italiani che vivono con 25 milioni e mezzo di animali domestici, di cui il 22,1% con cani secondo gli ultimi dati Istat. E' un numero enorme, al quale vanno aggiunti i cani fantasma, ovvero una quantità spropositata ancora di animali che non vengono microchippati né, di conseguenza, iscritti all'anagrafe canina.
La percezione media, però, è che vi sia un aumento delle aggressioni, a causa soprattutto della grande visibilità che i media danno di incidenti come quelli che abbiamo citato all'inizio. E' sicuramente un dato di fatto che questo tipo di notizie debbano essere veicolate all'opinione pubblica al fine di aumentare la consapevolezza della necessità di quella che si chiama "proprietà responsabile", ma bisogna anche sottolineare che in realtà non esiste un dato ufficiale che certifichi prima di tutto la maggiore casisitica di aggressioni da parte di una tipologia piuttosto che un'altra e, cosa ben più grave, un "albo" nazionale da cui trarre davvero i numeri effettivi dei casi che avvengono anno su anno. L'incidenza dei casi mortali che viene sempre attribuita ai Terrier di tipo Bull, infatti, dovrebbe essere contestualizzata al numero di individui presenti sul territorio e alla tipologia di morso e comportamento.
A tal proposito sono stati molto chiari dei ricercatori di diverse Università italiane che hanno recentemente pubblicato uno studio basandosi proprio su fonti giornalistiche per ipotizzare il numero reale di attacchi da parte di cani. Ciò che è emerso è che si tratta di "eventi molto rari", tanto che in Italia dal 2009 al 2025 ne sono accaduti 54 in totale e tutti sono dipesi dalla scorretta conoscenza dell'etologia canina da parte di chi li aveva con sé. Gli esperti sono arrivati infatti ad una conclusione: le persone più a rischio sono anziani e bambini e la maggioranza dei casi avviene in famiglia. Solo la prevenzione e la corretta educazione delle persone può scongiurare altri casi.
Ritornando dunque alla cronaca degli ultimi giorni, non è di certo piacevole dover sottolineare che anche i Golden Retriever possono arrivare a mordere e a far del male, ma per una volta concentrandoci sulla razza, così come vorrebbero legislatori che continuano a spingere su questo aspetto invece che sull'educazione dei proprietari, possiamo sfatare il luogo comune di dover attribuire sempre e solo a Terrier di tipo Bull ma anche ai molossi tipicamente il ruolo dei "cani cattivi".
Per quanto riguarda poi quello accaduto ad Ischia, c'è un aspetto in più che non va taciuto. Il proprietario dell'animale e la persona ferita erano già stati attenzionati dall'Asl locale e dalle Forze dell'ordine per la mancanza di cura nella detenzione dei cani e anche per episodi precedenti che afferivano ad altri animali che avevano in loro possesso. Lo riferiscono volontari locali e sul tema è intervenuta anche Valentina Coppola, etologa e presidente di EARTH ODV: "Queste aggressioni avvengono a causa dell’assoluta ignoranza delle persone su come si educa e gestisce un cane, di qualsiasi razza esso sia. Lasciato a casa da solo sicuramente si è sentito investito della responsabilità di badare alla proprietà in assenza del suo punto di riferimento umano e si sarebbero dovute prendere adeguate precauzioni. La politica, nella sua miope insistenza a voler demonizzare categorie di cani invece di puntare sulla formazione obbligatoria dei proprietari, è colpevole nei confronti delle vittime, umane e animali".