
Tutto nasce da batteri e alghe. E' questo il sorprendente risultato a cui è giunto un team di scienziati che ha analizzato dei microfossili risalenti a 540 milioni di anni fa. Il materiale era già noto alla comunità scientifica, ma i ricercatori inglesi, americani e brasiliani che hanno lavorato insieme per analizzare i reperti ritrovati in Brasile hanno scoperto che quelle che un tempo si pensava fossero tracce lasciate da minuscole creature vermiformi, siano invece comunità fossilizzate di batteri e alghe, alcune delle quali con cellule e materiale organico straordinariamente ben conservati e ancora intatti.
Parte dei fossili erano stati rinvenuti nel comune di Corumbá, mentre altri provengono da un affioramento roccioso a Bonito, nella regione della Serra da Bodoquena. Entrambe le località si trovano nell'attuale stato del Mato Grosso do Sul, dove si trova la formazione geologica di Tamengo.
Questa scoperta è di rilevante importanza perché gli esperti ritengono che durante il periodo Ediacarano potrebbe non esserci stato abbastanza ossigeno per l'evoluzione degli invertebrati che hanno lasciato tracce nel substrato, come si pensava in precedenza.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Gondwana Research e il periodo Ediacarano è quello che segna "la prima comparsa di fossili di animali nella documentazione geologica", come precisano gli esperti nello studio. Sebbene i fossili non abbiano conservato dettagli sufficienti per identificare le specie esatte che vivevano all'epoca, i ricercatori hanno ritrovato cellule ben conservate, divisioni all'interno delle pareti cellulari e tracce di materia organica in diversi siti di ritrovamento. Secondo il team, queste caratteristiche non esisterebbero se le strutture fossero semplicemente alterazioni create dal movimento degli animali.
I fossili, poi, hanno restituito la presenza di tre diverse fasce di dimensioni, "il ché suggerisce che diverse specie potrebbero aver convissuto in comunità microbiche". Le forme più grandi assomigliano ad alghe verdi o rosse, mentre i fossili più piccoli potrebbero rappresentare alghe, cianobatteri o batteri ossidanti dello zolfo.