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10 Giugno 2026
13:03

Il pelo del cane racconta la sua ansia: lo studio che aiuta a riconoscere le emozioni di Fido

Molti cani sono affetti da ansia, uno stato emotivo dovuto a diversi fattori. Uno studio ha reso noto che una "cartina di tornasole" è il pelo: conserva elementi chimici che vengono sviluppati nello stato ansioso per più tempo rispetto anche all'effettivo stato psicologico dell'animale.

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L'ansia è un disturbo del comportamento che riguarda tanto gli esseri umani quanto i cani. Nel "migliore amico dell'uomo", come del resto accade anche a noi, si manifesta come uno stato di forte stress che può portare, a seconda dello stato emotivo del singolo individuo, a respirazione accelerata, tremori, salivazione anomala, guaiti, distruttività o iperattività. Tra le cause più comuni ci sono l'ansia da separazione, le fobie ambientali come i temporali e anche il "contagio emotivo", poiché i cani percepiscono e assorbono il nostro stress.

Uno studio appena pubblicato su Springler ha evidenziato che il manto del pelo canino può essere un ottimo indicatore per comprendere lo stato di salute dal punto di vista psicologico correlato all'ansia. Il team di esperti del Dipartimento di Biofisica della Facoltà di Medicina di Cerrahpaşa dell'Università di Istanbul-Cerrahpaşa ha infatti reso noto che l’ansia cronica lascia sul pelo del cane una traccia chimica che resta anche quando il comportamento migliora.

Cosa emerge dallo studio sui cani ansiosi

I ricercatori hanno analizzato i campioni di pelo di 21 cani sani e 8 cani clinicamente ansiosi. Il secondo gruppo ha ricevuto un estratto di Hericium erinaceus al giorno per 28 giorni. Si tratta di un fungo medicinale, noto anche con il nome di "criniera di leone", originario del Nord America, dell'Europa e dell'Asia. Le sue proprietà sono quelle di essere un ansiolitico naturale, utile in generale per migliorare memoria, concentrazione e come supporto contro il declino cognitivo legato all'età.

I cani ansiosi hanno mostrato un profilo disomeostatico distinto, caratterizzato da livelli significativamente più elevati di zinco e alluminio nel pelo, insieme a una profonda riduzione di nichel e livelli significativamente elevati di fosforo. "L'integrazione ha portato a una sostanziale riduzione del 62% dei punteggi di ansia e i punteggi post-trattamento non erano più statisticamente diversi da quelli del gruppo di controllo", hanno precisato gli esperti.

Cos'è la disomoestasi e perché è utile a capire l'ansia dei cani

Per capire il termine disomeostasi è bene spiegare quello opposto di omeostasi che si riferisce alla capacità degli organismi viventi di autoregolarsi e mantenere un equilibrio interno costante nonostante i cambiamenti e le variazioni dell'ambiente esterno. Da ciò e da quanto riportato rispetto ai risultati dello studio, si deduce che gli elementi chimici suddetti variano a a seconda dello stato di ansia del cane e lasciano una traccia significativa sul manto.

L' "aspetto ansioso" del manto rimane però nel tempo, sebbene il soggetto sia stato aiutato con un percorso riabilitativo a riuscire ad affrontare le situazioni che gli causavano lo stato emotivo di sofferenza psichica. "Abbiamo ipotizzato che i cani ansiosi presentino alterazioni nei profili minerali dei peli che riflettono lo stress cronico – scrivono gli esperti – e che il recupero comportamentale potrebbe non corrispondere immediatamente a cambiamenti nella matrice del pelo a causa delle dinamiche fisiologiche della crescita del pelo e dell'incorporazione dei minerali".

Una scoperta importante per la salute dei cani

"L'ansia nei cani domestici rappresenta una sfida importante per il benessere del cane, caratterizzata non solo da risposte comportamentali disadattive, come paura persistente, sensibilità al rumore e angoscia da separazione, ma anche da una profonda disregolazione fisiologica sottostante", sottolineano anche i ricercatori. E sono infatti tante le persone di riferimento che ogni giorno fanno i conti con cani che manifestano varie forme di ansia, in primis quella da separazione che rappresenta una delle problematiche più diffuse tra quelle lamentate in ambito di educazione e istruzione cinofila quando ci si rivolge ai professionisti del settore.

Con questa scoperta, fondamentalmente, si aggiunge un altro tassello nel riconoscere prima di tutto una sfera psichica ai cani visti come esseri dotati di emozioni e cognizione e poi un elemento utile per riscontrare il disturbo nei singoli soggetti.

L'uso del fungo medicinale, inoltre, conferma l'importanza dell'applicazione di cure terapeutiche che diano valore a quello che viene chiamato l'asse intestino-cervello, ovvero la rete di comunicazione bidirezionale tra sistema gastrointestinale e sistema nervoso centrale, mediata da microbiota, sistema immunitario e segnali neuroendocrini. In medicina veterinaria è un aspetto che viene sempre più considerato, perché il microbiota influenza comportamento, stress, appetito e infiammazione sistemica. Alterazioni di questo asse sono associate anche a disturbi gastrointestinali cronici, all'obesità e appunto a cambiamenti comportamentali in cani e gatti.

Lo studio dunque è riuscito a dimostrare che i cani ansiosi presentano un profilo cronico distinto di oligoelementi nei peli ("un'impronta metabolica”) e a stabilire che il recupero comportamentale a seguito di un'integrazione di 4 settimane con H. erinaceus è servito a normalizzare i marcatori minerali.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it/kodami sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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