
Come si comporta un pesce che assume cocaina? No, non è un esperimento fatto in laboratorio e nessuno ha drogato dei salmoni consapevolmente, ma in realtà è ciò che l’uomo è comunque capace di fare intervenendo sulla vita di altri esseri viventi in ogni modo possibile, praticamente.
Uno studio condotto da un team internazionale di ricercatori della Griffith University, dell'Università svedese di scienze agrarie, della Società zoologica di Londra e dell'Istituto Max Planck per il comportamento animale, è il primo a dimostrare gli effetti della contaminazione da cocaina sul comportamento dei pesci in natura.
La ricerca, intitolata “L'inquinamento da cocaina altera i movimenti e l'utilizzo dello spazio da parte del salmone atlantico (Salmo salar) in un grande lago naturale”, ha portato alla scoperta che i salmoni “drogati” nuotano fino a 1,9 volte più lontano a settimana rispetto ai loro conspecifici non esposti e si disperdono fino a 12,3 km più lontano nel lago dove sono stati monitorati.
Gli esperti hanno seguito per otto settimane il comportamento della specie che si trova nel grande lago naturale di Vättern, in Svezia. In particolare hanno analizzato gli effetti di un metabolita della cocaina, la benzoilecgonina, la cui esposizione da parte dei salmoni ha portato ad un aumentato dei tassi di movimento settimanali.
Questo studio è il primo ad aver dimostrato in natura gli effetti della cocaina sui pesci, lì dove però è purtroppo già noto che i residui di farmaci psicoattivi utilizzati dagli esseri umani colpiscono le altre specie, soprattutto quelle marine. Tempo fa un’inchiesta del Guardian aveva fatto emergere che gli ingredienti farmaceutici attivi si trovano nei corsi d’acqua in tutto il mondo, e possono essere assunti da organismi che alla fine anche noi umani potremmo mangiare.
Ma non bisogna andare molto lontano nel tempo per scoprire, ad esempio, che alle Bahamas alcuni squali sono risultati positivi a caffeina, farmaci e pure cocaina: sostanze che arrivano dagli scarichi e dalle attività umane, segno di un inquinamento invisibile, ma ormai diffuso.